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giovedì 20 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA RICCHEZZA LUSSO
ECONOMIA TEOLOGIA RELIGIONE FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
L’ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE SECONDO I PRINCIPI EVANGELICI - NONVIOLENZA

CONFLITTI DI DIVERGENZA, DI CONCORRENZA, DI SOPRAVVIVENZA (ALIMENTAZIONE, CASA, VESTITI, ECC), DI LIBERTA, DI GESTIONE DELLE RISORSE NATURALI.

Quando parliamo di conflitti subito pensiamo alla violenza fisica, guerre.
La violenza fisica sboccia come un fiore, ma in realtà è la manifestazione di un conflitto interno accumulato nel tempo.
Laccumulo di energie interne possono superare il limite naturale e determinare la rottura di equilibri già precari.
Un esempio ci viene dato dai terremoti che in funzione dellenergia accumulata e sprigionata determina si avranno conseguenze più o meno disastrosi.
La stessa cosa vale per lumanità, ma luomo ha un sentimento ed è dotato di un cervello che dovrebbe essere razionale.
Il mondo cristiano non può ammettere la violenza perché è contro gli insegnamenti di Gesù e, pertanto, si dovrebbero individuare le cause dei conflitti ed agire per che questi possono sfociare in comportamenti non conformi ai principi biblici.

IL PROGETTO DELLECONOMIA DELLA CONDIVISIONE MIRA A QUESTO PER ADERIRE AI DETTATI SELLA SACRA SCRITTURA.

giovedì 13 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA RICCHEZZA LUSSO
ECONOMIA TEOLOGIA RELIGIONE FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA PARASSITARIA - "VOGLIAMO MANGIARE IL PANE MA SARANNO I PIU' DEBOLI A FATICARE PER QUESTO" (IL PANE A NOI E LA FATICA A VOI INDIFESI).

I TESSALONICESI 4:6 "che nessuno opprima il fratello né lo sfrutti negli affari"

San Paolo mette i guardia i componenti della comunità a non pensare di opprimere il fratello nella propria vita, senza richieste tese a limitare la libertà della persona; non era concepita la schiavitù dei popoli e delle persone in genere.
Un altro avvertimento viene dato anche per quel che riguarda lo scambio dei beni pensando di approfittare nei confronti del prossimo che si pu
Un altro avvertimento viene dato anche per quel che riguarda lo scambio dei beni pensando di approfittare nei confronti del prossimo che si può trovare in una situazione di debolezza contrattuale.Alcune persone si comportano, nel mondo degli affari e nel rapporto con il prossimo, come dei parassiti che pensano alla propria vita ma non a quella della pianta aggredita che inesorabilmente sarà destinata a morire perché gli è stato succhiato il necessario per poter vivere.Occorre prendere le contromisure nei confronti dei parassiti altrimenti il declino dell'umanità diviene inesorabile e la povertà esploderà ed i conflitti aumenteranno.

IL PRINCIPIO DEL NON SFRUTTAMENTO DEL FRATELLO E' ALLA BASE DEL PROGETTO DELL'ECONOMIA CONDIVISA.


mercoledì 5 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA  RICCHEZZA  LUSSO
ECONOMIA  TEOLOGIA  RELIGIONE  FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
L’ECONOMIA COME STRUMENTO DI CONDIVISIONE
Ci si chiede: come può leconomia essere strumento di condivisione?


Segue quanto scrive Joseph C. Kumarappa nel suo libro intitolato “Economia di condivisione – Come uscire dalla crisi mondiale”: Siamo avvolti nell’insicurezza personale, politica, economica, sociale. I trattati di pace e gli appelli hanno avuto scarsi effetti quanto alla costruzione di una pace durevole. I semi della guerra e la tensione internazionale sono radicati in gran parte nel campo dell’economia. Se vogliamo affrontare sul serio la guerra dobbiamo studiare l’attuale sistema di produzione, distribuzione e consumo. La guerra è il risultato finale di conflitti che nascono dalla vita quotidiana di ciascuno di noi e di tutti noi.
Kumarappa era figlio di indiani cristiani, leggeva la bibbia e voleva vivere la vita secondo il contenuto delle Sacre Scritture, in particolare meditava quanto veniva riportato nei Vangeli.

SIAMO CONVINTI CHE L’ECONOMIA CONDIVISA PUO’ DARE UNA RISPOSTA AI TANTI INTERROGATIVI CHE OGGI PONE LA CRISI MONDIALE.

martedì 4 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA RICCHEZZA LUSSO
ECONOMIA TEOLOGIA RELIGIONE FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
 ECONOMIA CONDIVISA – MONDO CRISTIANO
FEDE CRISTIANA – BENE COMUNE – FRATERNITA’ – RISPETTO PER IL PROSSIMO
.

Il mondo di fede cristiana spesso non mette in evidenza i principi biblici su cui è basata, dimentica che il cristianesimo è basato sull’amore fraterno non solo predicato ma praticato.
Questo porta al naturale comportamento egoistico con tutte le conseguenze che l’egoismo apporta nell’agire umano.
Poi ci si meraviglia delle guerre, dei conflitti, del divario tra ricchi e poveri, della povertà morale ed economica.

IL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA PUO’ DARE UNA RISPOSTA ALLA PROBLEMATICA.

domenica 23 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE.
Lettrici/lettori scrivono:

Il benessere per tutti potrebbe sembrare cosa impossibile se non utopistico e teorico che nulla hanno a che fare con la realtà delle cose, tutto dipende da come viene concepita l’economia; una economia centralizzata in se crea un conflitto che è il frutto della disparità del potere economico dei vari   soggetti.
L’industria ha bisogno delle materie prime per poter produrre i vari oggetti, i poteri forti cercano di appropriarsi con ogni mezzo per imporsi nel contesto di una economia di mercato.
L’accaparramento, spesso, avviene con mezzi violenti e distruttivi, guerre fra i popoli giustificate da motivazioni umanitarie, ma di umanitario non c’è nulla.
Tutte le centralizzazioni sono potenziali focolai di conflitti umani perché determinano una non perequazione economica; i conflitti determinano ricchezza, povertà e miseria.
La ricchezza viene concentrata in un ristretto numero di persone, mentre le masse versano nella povertà e miseria.
La condivisione, e quindi il bene comune, non si può avere se non con una trasformazione del concetto dell’economia.
Il mondo cristiano non può non avere alla base la condivisione per il bene comune altrimenti si è cristiani di facciata e non autentici seguaci di Cristo.

Ci vuole un cambiamento radicale e profondo nel cuore dell’uomo per poter pensare ad un futuro di pace e di benessere per tutti.

domenica 9 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE – NONVIOLENZA.
CONFLITTI DI DIVERGENZA, DI CONCORRENZA, DI SOPRAVVIVENZA (ALIMENTAZIONE, CASA, VESTITI, ECC…), DI LIBERTA’, DI GESTIONE DELLE RISORSE NATURALI.


Quando parliamo di conflitti subito pensiamo alla violenza fisica, guerre.
La violenza fisica sboccia come un fiore, ma in realtà è la manifestazione di un conflitto interno accumulato nel tempo.
L’accumulo di energie interne possono superare il limite naturale e determinare la rottura di equilibri già precari.
Un esempio ci viene dato dai terremoti che in funzione dell’energia accumulata e sprigionata determina si avranno conseguenze più o meno disastrosi.
La stessa cosa vale per l’umanità, ma l’uomo ha un sentimento ed è dotato di un cervello che dovrebbe essere razionale.
Il mondo cristiano non può ammettere la violenza perché è contro gli insegnamenti di Gesù e, pertanto, si dovrebbero individuare le cause dei conflitti ed agire perché questi possono sfociare in comportamenti non conformi ai principi biblici.
IL PROGETTO DELL’ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE MIRA A QUESTO PER ADERIRE AI DETTATI DELLE SACRE SCRITTURE.


martedì 4 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA – NON VIOLENTA
PREVENIRE I CONFLITTI SOCIALI, NAZIONALI ED INTERNAZIONALI.
UNA LETTRICE SCRIVE:


Una delle tante domande è: quale è l’origine del conflitto?
Le cause che l’hanno determinato quali sono?
Spesso, non sempre, la causa trae origine dal fattore economico e quindi dall’egoismo dell’uomo che mira a sottrarre al prossimo qualcosa con la prepotenza o con l’inganno.
Quando parliamo di economia parassitaria e di economia predatoria dimentichiamo che queste economie hanno
intrinsecamente una potenziale conflittualità.
Come prevenire la potenziale guerra?
-----------------

Il rimedio c’è, passare dalle economie parassitarie o predatorie ad economie di servizio che è l’economia della condivisione secondo i principi biblici.

lunedì 20 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
L’ECONOMIA COME STRUMENTO DI CONDIVISIONE
Ci si chiede: come può l’economia essere strumento di condivisione?
Segue quanto scrive Joseph C. Kumarappa nel suo libro intitolato “Economia di condivisione – Come uscire dalla crisi mondiale”: Siamo avvolti nell’insicurezza personale, politica, economica, sociale. I trattati di pace e gli appelli hanno avuto scarsi effetti quanto alla costruzione di una pace durevole. I semi della guerra e la tensione internazionale sono radicati in gran parte nel campo dell’economia. Se vogliamo affrontare sul serio la guerra dobbiamo studiare l’attuale sistema di produzione, distribuzione e consumo. La guerra è il risultato finale di conflitti che nascono dalla vita quotidiana di ciascuno di noi e di tutti noi.
Kumarappa era figlio di indiani cristiani, leggeva la bibbia e voleva vivere la vita secondo il contenuto delle Sacre Scritture, in particolare meditava quanto veniva riportato nei Vangeli.

SIAMO CONVINTI CHE L’ECONOMIA CONDIVISA PUO’ DARE UNA RISPOSTA AI TANTI INTERROGATIVI CHE OGGI PONE LA CRISI MONDIALE.

sabato 18 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
 ECONOMIA CONDIVISA – MONDO CRISTIANO
FEDE CRISTIANA – BENE COMUNE – FRATERNITA’ – RISPETTO PER IL PROSSIMO

Il mondo di fede cristiana spesso non mette in evidenza i principi biblici su cui è basata, dimentica che il cristianesimo è basato sull’amore fraterno non solo predicato ma praticato.
Questo porta al naturale comportamento egoistico con tutte le conseguenze che l’egoismo apporta nell’agire umano.
Poi ci si meraviglia delle guerre, dei conflitti, del divario tra ricchi e poveri, della povertà morale ed economica.
IL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA PUO’ DARE UNA RISPOSTA ALLA PROBLEMATICA.

venerdì 2 agosto 2013

L’ECONOMIA CONDIVISA – L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO

L’ECONOMIA NONVIOLENTA E LA PACE DEI POPOLI.

Spesso siamo avvolti nell’insicurezza personale, politica, sociale, ecc….
Molti proclami si fanno ai vari livelli, locali, nazionali, internazionali, per la pace fra i vari popoli e nei popoli nel mondo.
Non si deve dimenticare che l’origine, nella maggior parte dei casi, dei conflitti è nell’economia, tutto dipende di come l’economia viene praticata ai vari livelli.
Se si vuole veramente affrontare il tema dei conflitti dobbiamo scendere nel pratico e valutare il generale stato di bisogno delle persone che credono e vedono nel lavoro la risposta delle proprie necessità.
E’ da ricordare che la guerra è il risultato finale di conflitti che nascono dalla vita quotidiana di ciascuno di noi e di tutti noi, quindi dobbiamo evitare che la conflittualità sia accantonata per lasciare posto alla cordialità, al rispetto e all’amore fraterno.
Ma tutto questo presuppone un atteggiamento collettivo benevolo per la cosa comune ed una equa distribuzione delle risorse economiche.
Riteniamo che ciò sia possibile se l’egoismo dell’uomo venga sostituito dall’altruismo, cioè la condivisione economica nel rispetto dei principi cristiani secondi gli insegnamenti di Gesù.

Si deve passare dalla predica alla pratica, dal dire al fare.

domenica 28 luglio 2013

L’ECONOMIA CONDIVISA – L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
PIU’ LUSSO, PIU’ MISERIA, PIU’ PROBABILE IL CONFLITTO GENERALIZZATO CHE PUO’ SFOCIARE IN UNA SITUAZIONE INCONTROLLABILE PER LA PACE SOCIALE.

Il lusso di pochi e la miseria delle masse sono parenti stretti delle sommosse popolari in tutte le nazioni o regni.
Le sofferenze economiche creano malcontento nella generalità delle persone ed aumenta nella misura in cui si vede il lusso praticato da pochi e la fame da molte altre persone.
Lo scontro può degenerare nelle battaglie per la sopravvivenza delle masse che si vedono strangolate da una economia mal gestita da chi ha in mano le redini del paese.
Il progetto di una economia condivisa mira a scongiurare tali situazioni perché è autogestita ed il monitoraggio è costante da parte degli attori del processo produttivo.
Per fare questo occorre che vengano rispettati i principi biblici che sono fondati nell’amore per il prossimo nel campo economico ed etico-morale.
Alcuni si chiedono, giustamente, come è possibile tutto questo?
La risposta è semplice ed impegnativa per l’uomo che si dichiara essere un cristiano autentico e non di facciata; mettere da parte l’esasperato egoismo e praticare la fraternità vera nel campo economico.

Praticare la fraternità significa anche non ammettere che ci sia la miseria da una parte ed il lusso dall’altra, quindi la conflittualità viene scongiurata perché vige la legge dell’amore fraterno.

lunedì 17 giugno 2013

PROGETTO DELL'ECONOMIA CONDIVISA - LA PAROLA

ECONOMIA PARASSITARIA - "VOGLIAMO MANGIARE IL PANE MA SARANNO I PIU' DEBOLI A FATICARE PER QUESTO" (IL PANE A NOI E LA FATICA A VOI INDIFESI).

I TESSALONICESI 4:6 "che nessuno opprima il fratello né lo sfrutti negli affari"

San Paolo mette i guardia i componenti della comunità a non pensare di opprimere il fratello nella propria vita, senza richieste tese a limitare la libertà della persona; non era concepita la schiavitù dei popoli e delle persone in genere.
Un altro avvertimento viene dato anche per quel che riguarda lo scambio dei beni pensando di approfittare nei confronti del prossimo che si può trovare in una situazione di debolezza contrattuale.
Alcune persone si comportano, nel mondo degli affari e nel rapporto con il prossimo, come dei parassiti che pensano alla propria vita ma non a quella della pianta aggredita che inesorabilmente sarà destinata a morire perché gli è stato succhiato il necessario per poter vivere.
Occorre prendere le contromisure nei confronti dei parassiti altrimenti il declino dell'umanità diviene inesorabile e la povertà esploderà ed i conflitti aumenteranno.

IL PRINCIPIO DEL NON SFRUTTAMENTO DEL FRATELLO E' ALLA BASE DEL PROGETTO DELL'ECONOMIA CONDIVISA.

lunedì 27 maggio 2013

L'ECONOMIA COME STRUMENTO DI CONDIVISIONE

Ci si chiede: come può l’economia essere strumento di condivisione?



Segue quanto scrive Joseph C. Kumarappa nel suo libro intitolato “Economia di condivisione – Come uscire dalla crisi mondiale”: Siamo avvolti nell’insicurezza personale, politica, economica, sociale. I trattati di pace e gli appelli hanno avuto scarsi effetti quanto alla costruzione di una pace durevole. I semi della guerra e la tensione internazionale sono radicati in gran parte nel campo dell’economia. Se vogliamo affrontare sul serio la guerra dobbiamo studiare l’attuale sistema di produzione, distribuzione e consumo. La guerra è il risultato finale di conflitti che nascono dalla vita quotidiana di ciascuno di noi e di tutti noi.

Kumarappa era figlio di indiani cristiani, leggeva la bibbia e voleva vivere la vita secondo il contenuto delle Sacre Scritture, in particolare meditava quanto veniva riportato nei Vangeli.

SIAMO CONVINTI CHE L’ECONOMIA CONDIVISA PUO’ DARE UNA RISPOSTA AI TANTI INTERROGATIVI CHE OGGI PONE LA CRISI MONDIALE.