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lunedì 24 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
L’ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE SECONDO I PRINCIPI EVANGELICI.
Per una economia di servizio alla società
Roberto Mancini/3.
 

Karl Polanyi sottolinea che il confronto con i problemi posti dal capitalismo “è una questione di politica estera” (K. Polanyi, La libertà in una società complessa, Torino, Bollati Boringhieri, 1987, p. 146), perché solo un’azione di governo dell’economia che sia nel contempo democratica e di portata mondiale può dare risposta ai bisogni e ai diritti dell’umanità.
Intravedere un simile orizzonte è una grande svolta culturale, che maturerà solo quando essa diverrà un orientamento politico internazionale prevalente.
Il profilo della nascita di un ordine economico per il mondo emerge anzitutto con l’idea di un accordo internazionale globale che giunga alla definizione di una serie di regole fondamentali.
E’ essenziale che questo ordinamento globale non sia solo nel segno della limitazione e del controllo, ma nel contempo nel segno dell’impulso a un’economia di servizio alla società.
E’ poi importante che le diverse aree del mondo abbiano un loro ordine macroregionale democratico, che assuma gli orientamenti globali con la specificità di ogni area.
I singoli Paesi e le loro regioni interne potranno così inserirsi non più in quella competizione mortale di tutti contro tutti che strozza la vita di persone e popoli, bensì in un piano di sicurezza economica che riconosce a tutti il diritto di esistere e di fiorire.
Questo percorso pone il gigantesco problema di allestire i canali comunicativi e decisionali, le istituzioni e in generale le molteplici condizioni per una democrazia così ampia e inedita.
Per affrontarlo con successo bisogna capire che la cooperazione onnilaterale è la sola risposta adeguata alle necessità della vita comune
dell’umanità e della natura.

Invece la competizione, ancora oggi esaltata come salvifica, è nient’altro che la nostra tomba.

mercoledì 19 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA RICCHEZZA LUSSO
ECONOMIA TEOLOGIA RELIGIONE FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
L’ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE SECONDO I PRINCIPI EVANGELICI.
QUALE E LA DIFFERENZA TRA LECONOMIA CONDIVISA E LECONOMIA DI MERCATO?

Leconomia di mercato viene governata dalla legge sulla domanda e lofferta.
Leconomia condivisa viene governata dal sentimento di fraternità, lamore per il prossimo è alla base deconomia di condivisione.
Una citazione biblica merita qualche riflessione in merito allagire col sentimento e lamore, Matteo 10:39 dove si parla di perdere e trovare la propria vita per amore.
Tutto quello che si fa per amore non viene perso, questo anche nelleconomia e nel rapporto con il prossimo.
Il datore di lavoro e loperaio operano bene se alla base del rapporto c’è il sentimento e lamore, questo determina un clima sereno e produttivo; quando manca il sentimento e lamore tutto viene governato dalla legge della domanda e dellofferta e si determina un perenne conflitto, lazienda può andare in fallimento facilmente e le conseguenze sono negative sia per il lavorato che per il datore di lavoro.

ECCO IL MOTIVO PER CUI NELLECONOMIA CONDIVISA VI E LA PARTECIPAZIONE ATTIVA DI TUTTI GLI ATTORI DEL PROCESSO PRODUTTIVO.

venerdì 14 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA RICCHEZZA LUSSO
ECONOMIA TEOLOGIA RELIGIONE FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDVISA




I TIMOTEO 3:3-4. …non dedito al vino né violento, ma sia mite, non litigioso, non attaccato al denaro, che governi bene la propria famiglia e tenga i figli sottomessi e pienamente rispettosi..
Tre termini vanno evidenziati: famiglia, governo e danaro.
Il nucleo fondamentale di un popolo è la famiglia; emerge chiaramente che in primis si deve saper governare la propria famiglia e poi pensare di governare la famiglia allargata, cioè la collettività.
E’ importante conoscere se quel tale governa bene la propria famiglia prima dare una delega per farlo governare a livello di vertice.
Un buon padre di famiglia pensa all’economia e come trovare le risorse per non far soffrire la moglie ed i figli.
La stessa cosa dovrebbero fare i nostri governanti; da quello che si può notare, invece, pensano ai propri interessi e non si preoccupano degli altri.
Questo è contro i principi biblici che sono alla base degli insegnamenti di Gesù ed a questi devono attenersi i credenti in Cristo.

Il contesto cristiano, generalmente, spesso dimentica il contenuto biblico, ma amano farsi chiamare cristiani.

martedì 11 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE.
CONOSCERE L’ECONOMIA
Di Argentino Quintavalle/4:
Chi ha una minima conoscenza dell’economia sa che l’inflazione viene soprattutto quando in un Paese ci sono troppi soldi in giro e troppi pochi prodotti da comprare. Abbiamo visto che la Germania era costretta ad esportare una montagna di prodotti per pagare i debiti; e che la super produttiva Ruhr era stata presa dai vincitori. 
Cioè: in Germania i prodotti disponibili per il consumo interno diventarono sempre più scarsi.
Teniamo conto anche che il governo comunque si prendeva una parte della produzione per il suo funzionamento. Risultato?
Troppi prodotti furono risucchiati da questi fattori, e alla gente rimaneva poco da comprare.
Il governo poi, per non esasperare i tedeschi già umiliati dalle riparazioni di guerra, non volle tagliare gli stipendi o tassare quanto era necessario per contenere l'inflazione, e quindi stampava marchi anche per questo motivo.
Dunque, in Germania in quel periodo i prodotti scarseggiavano; la gente prendeva lo stipendio, e lo Stato pure, nel senso che si stampava i soldi per le sue necessità. Così circolava molto denaro all’interno della Germania ma c’erano pochi prodotti da comprare, e fu un’inflazione disastrosa.
Come vediamo, la storia non fu così banale come la descrivono gli economisti falsari di moda oggi.
Weimar e l’iper-inflazione ci furono perché c’erano diverse e precise condizioni estreme e di proporzioni storiche, che è un po’ difficile che si riproducano oggi in Italia.
Fra l’altro, e qui introduco il prossimo capitolo, ci fu un grandissimo economista inglese di quel tempo che aveva già previsto tutto per Weimar, e che disse prima di tutti che le impossibili riparazioni di guerra imposte alla Germania non solo avrebbero creato iper-inflazione, ma anche altri effetti spiacevoli.

Quel pittore fallito di Adolf Hitler non sarebbe mai giunto al potere se non ci fosse stata la catastrofe di Weimar. Comunque, quell’economista che l’aveva vista lunga era un certo John Maynard Keynes.

martedì 25 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA.

Di Argentino Quintavalle - Conoscere l’economia


Dunque iniziamo!
Adam Smith
L’economia, così come la conosciamo, è relativamente giovane.
Fino al 1700 l’economia era molto semplice. 

I Re, i nobili, i Papi, avevano tutto, il resto aveva niente.
Poi intervenne un cambiamento straordinario: la tecnologia. 

Successe che grazie alle nuove conoscenze, ai nuovi mezzi meccanici, ecc., crebbe fra le masse una borghesia, cioè gente senza potere politico ma che stava facendo soldi con i commerci. 

I Re, i nobili, i Papi, ecc. cosa fecero? 

Li fecero lavorare senza dar loro troppi fastidi, ma li tassavano. 

Però li spremevano troppo, così i borghesi si arrabbiarono perché veramente la situazione era diventata intollerabile. 

È così che è scoppiata la rivoluzione francese nel 1789.
Ed è in questo contesto che spunta il primo economista cosiddetto moderno, cioè Adam Smith (1723-1790), che poi non era veramente un economista, ma più che altro un filosofo morale, autore della celebre opera Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni, pubblicata nel 1776. 

Un trattato fondamentale, destinato a rimanere per decenni il testo di riferimento della nascente economia politica. 

Siamo a fine ‘700. 

Ma attenzione a una cosa. 

Dobbiamo sapere che di questo Smith, uno scozzese, oggi si dicono molte fandonie, perché certi economisti attuali l’hanno preso a modello per una teoria del tutto diversa da quella del vero Adam Smith.
Smith cosa disse? 

Questo: egli riteneva che, per incrementare la ricchezza del Paese, fosse necessario liberare le forze che guidano i mercati, e in primo luogo consentire il pieno esplicarsi della libera iniziativa economica. 

Detto in altre parole: il governo deve togliersi dall’economia, deve lasciare in pace gli imprenditori e i cittadini, cioè il Mercato.

giovedì 20 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE.
Lettrici/lettori scrivono:

jubilo
"La ricchezza è un bene se aiuta gli altri"
Chi di noi non si sente a disagio nell’affrontare anche la sola parola «povertà»?
Ci sono tante forme di povertà: fisiche, economiche, spirituali, sociali, morali.
Il mondo occidentale identifica la povertà anzitutto con l’assenza
di potere economico ed enfatizza negativamente questo status.
Il suo governo, infatti, si fonda essenzialmente sull’enorme potere
che il denaro ha acquisito oggi, un potere apparentemente superiore
a ogni altro.
Perciò un’assenza di potere economico significa irrilevanza a livello politico, sociale e persino umano.
Chi non possiede denaro, viene considerato solo nella misura
in cui può servire ad altri scopi.
Ci sono tante povertà, ma la povertà economica è quella che viene guardata con maggior orrore.
In questo c’è una grande verità.
Il denaro è uno strumento che in qualche modo - come la proprietà -
prolunga e accresce le capacità della libertà umana, consentendole di operare nel mondo, di agire, di portare frutto.
Di per sé è uno strumento buono, come quasi tutte le cose di cui l’uomo dispone: è un mezzo che allarga le nostre possibilità.
Tuttavia, questo mezzo può ritorcersi contro l’uomo.
Il denaro e il potere economico, infatti, possono essere un mezzo che allontana l’uomo dall’uomo, confinandolo in un orizzonte egocentrico

ed egoistico.

lunedì 17 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE.
Di Argentino Quintavalle

Abramo Lincoln disse: "La terra, Dio l’ha data all'uomo per sua casa, per suo sostentamento e sostegno, non dovrebbe mai essere la proprietà di qualsiasi uomo, corporazione, società o governo ostile, non più di quanto l'aria o l'acqua.
Un individuo, società, o impresa, non deve acquistare terra più di quanta sia necessaria per la sua casa o sostentamento ... e mai più di quanto serve per la gestione prudente dei suoi legittimi affari, e soprattutto non deve essere consentito quando crea un monopolio esclusivo …

Ma fino a quando la schiavitù non è finita, gli uomini non dovrebbero mai riposare tranquilli mentre l’oppressione, i torti e le ingiustizie vengono perpetrati contro di loro".

martedì 11 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE.
Le/I lettrici/lettori scrivono:

FINCHE' CI SARANNO UOMINI CHE GOVERNERANNO SU ALTRI UOMINI, IL MONDO MARCERA' STORTO, INTERESSI, DENARO E IPOCRISIA HANNO PRESO IL SOPRAVVENTO.
SARA' DIFFICILE UNA COOPERAZIONE EQUA E SOLIDALE FINO A CHE I CUORI E LE MENTI DEGLI UOMINI NON METTERANNO AL PRIMO POSTO L'AMORE PER IL PROSSIMO, LASCIANDO DA PARTE L'EGOISMO O IL PROPRIO TORNACONTO.
IO NON CI CREDO, ANCHE SE VORREI POTERLO FARE, PER MIGLIORARE IL MONDO IN CUI VIVIAMO BISOGNEREBBE RIFARLO DA CAPO...ALTRO CHE SODOMA E GOMORRA, L'ABBIAMO SUPERATI ALLA GRANDE.
CREDO SOLO NELLA GIUSTIZIA DIVINA, PERCHE' IO LO SO CHE MENTRE STO MANGIANDO MILIONI DI BAMBINI MUOIONO DI FAME E IL MONDO SE NE STRAFOTTE!!!
OVVIAMENTE C'E' SEMPRE L'ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA, E AMMIRO E STIMO TUTTE LE PERSONE CHE SI ADOPERANO A FARE DEL BENE, MISSIONARI, COMUNITA' E QUANT'ALTO, MA COME SI SA E' UNA FETTA TROPPO PICCOLA DI FRONTE AL GRANDE DIVARIO DI UNA VERITA' DRAMMATICA...COMPLIMENTI PER IL BLOG.
UN SALUTO A TUTTI BY.
 ANNA MARCHITELLI.

 IL GUERRIERO DELLA LUCE.

domenica 9 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA.

Ricordiamoci che i salari pagati ai lavoratori del  settore dei mezzi di produzione  sono il profitto del  settore prodotti di consumo.
Quindi quando il settore prodotti di consumo va a comprare i mezzi di produzione, esso pagherà con quel profitto, che è appunto i salari pagati dal settore mezzi di produzione ai suoi lavoratori.
Quindi al settore mezzi di produzione gli ritornano semplicemente indietro i salari: nessun profitto.
Grosso problema.
Marx qui si pianta.
Ma come fa allora questo settore dei mezzi di produzione a fare profitti? Pensa che ti ripensa, Marx ci arriva! 
Dice: evidentemente, siccome abbiamo detto che il profitto viene solo da un settore  esterno  al tuo,  dove tu non gli paghi i salari  o dove non ti tornano indietro i tuoi salari già pagati, allora da qualche parte ci sarà un settore esterno sia ai mezzi di produzione che ai prodotti di consumo, in modo che il primo, i mezzi di produzione, possa far profitti.
E dove sta?
Marx dice:  sta nel governo, cioè lo Stato, oppure nelle altre nazioni estere. 
Infatti se lo Stato si mette a comprare i mezzi di produzione, spenderà soldi che i capitalisti dei mezzi di produzione non hanno già pagato in salari, e lo stesso vale se le nazioni estere li compreranno.


sabato 8 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
DUE MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE.
UN LETTORE SCRIVE:

 Ciao Sebastiano 
Il blog è interessante ed un passo necessario per il futuro anche se la connotazione religiosa non mi piace molto.
Penso che la buona gestione di un economia diversa che pone al centro il delicato equilibrio degli ecosistemi naturali e in questo imprescindibile concetto anche il benessere di ciascun uomo debba essere governato dalle leggi della scienza, razionalità, matematica e logica.
Le superstizioni, l'ignoranza e i poteri forti (privilegi di pochi) sono il vero ostacolo al cambiamento.
Attualmente ci troviamo in un economia basata sul profitto in cui anche il denaro è diventato una merce di scambio, che non tiene affatto conto del danno ambientale e sociale che sta creando.
Ora bisogna cambiare e passare ad una economia basata sulle risorse in cui si tenga in conto la reale capacità rigenerativa delle risorse naturali di questo pianeta che sono patrimonio e diritto  di tutti animali e piante compresi.
La condivisione è un aspetto molto importante in tutto questo e sembra essere un primo passo possibile per quella rivoluzione culturale che dobbiamo per forza intraprendere se, a mio avviso, non vogliamo finir male!
Sostenibilità, pensiero scientifico e non violenza!
Ciao          


venerdì 7 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA CONDIVISA – MORALITA’ – BENESSERE
UN GRANDE PENSATORE SCRIVE: “PROGETTARE DI ACCRESCERE IL BENESSERE MATERIALE NON PORTA IN ALCUN MODO ALLA CRESCITA MORALE”.

I Timoteo 3:3-4 “non dedito al vino né violento, ma sia mite, non litigioso, non amante del danaro, che governi bene la propria famiglia e tenga i figliuoli in sottomissione e in tuta reverenza”.
E’ sotto gli occhi di tutti la veridicità dell’affermazione sopra riportata; il benessere, alle volte, porta l’uomo a dimenticare i principi morali e si comporta non in modo cordiale con gli altri che vivono in condizioni economiche disagiate.
Governare bene la propria famiglia deve essere il primo obiettivo dei genitori nei confronti dei figli.
Non si può sperare di essere governato bene da persone che sono a capo di una famiglia dove vige il disordine e domina l’immoralità.
Si è già detto che la formazione spirituale, quindi morale, è alla base del progetto dell’economia condivisa; tale progetto non potrà avere successo se prima non vengono assimilati i principi morali biblici.

Fare propri i principi morali biblici non significa abbracciare formalmente una religione, ma credere fermamente nel contenuto biblico.

mercoledì 5 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/35.


3) L'accumulo di ricchezza
Il terzo assioma della teoria economica biblica è che l'accumulo della ricchezza è una virtù, non un vizio.
L'uomo, che deve partecipare al processo creativo, non dovrebbe essere demotivato da una protezione inadeguata della proprietà privata, ed è benedetto quando il risultato del lavoro onesto risulta in ricchezza.
La Torah descrive in grande dettaglio le ricchezze dei patriarchi, Abrahamo, Isacco e Giacobbe.
La ricchezza, accumulata onestamente, è una benedizione di Dio.
4) Assistenza ai bisognosi
Il quarto assioma della teoria economica biblica è l'obbligo di provvedere ai bisognosi attraverso la beneficenza – la Tzedakah (letteralmente giustizia). "Quando vi sarà in mezzo a te qualcuno dei tuoi fratelli che sia bisognoso in una delle tue città nel paese che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti dà, non indurirai il cuore tuo, e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; anzi gli aprirai largamente la mano e gli presterai quanto gli abbisognerà per la necessità per la quale si trova" (Deut.15:7,8).
Il compito dell'uomo nel mondo non è solo quello di lavorare, creare, innovare, produrre ricchezza, ma anche di prendersi cura di chi è nel bisogno.
5) Governo limitato
Il quinto assioma della teoria economica biblica è il pericolo dell'inefficienza del governo.
 La Bibbia mette in guardia più volte circa la natura malvagia del governo e della burocrazia.
L'avvertimento principale lo troviamo nel primo libro di Samuele quando gli Israeliti chiedono un re:
"E disse: Questo sarà il modo d'agire del re che regnerà su di voi. Egli prenderà i vostri figliuoli e li metterà sui suoi carri e fra i suoi cavalieri, e dovranno correre davanti al suo carro; se ne farà dei capitani di migliaia e dei capitani di cinquantine; li metterà ad arare i suoi campi, a mieter le sue biade, a fabbricare i suoi ordigni di guerra e gli attrezzi dei suoi carri. Prenderà le vostre figliuole per farsene delle profumiere, delle cuoche, delle fornaie.
Prenderà i vostri campi, le vostre vigne, i vostri migliori uliveti per darli ai suoi servitori.
Prenderà la decima delle vostre semente e delle vostre vigne per darla ai suoi eunuchi e ai suoi servitori.
Prenderà i vostri servi, le vostre serve, il fiore della vostra gioventù e i vostri asini per adoprarli nei suoi lavori.
Prenderà la decima dei vostri greggi, e voi sarete suoi schiavi.
E allora griderete per cagione del re che vi sarete scelto, ma in quel giorno l'Eterno non vi risponderà" (1Sam.8:11-18).
In parole povere, quando i governi hanno un ruolo importante nell'allocazione delle risorse nella società, la prospettiva che si rischia è quella di un maggior grado di oppressione al fine di soddisfare lo status quo di chi governa.
In questo caso l’oppressione economia è direttamente proporzionale alla mancanza di timor di Dio di chi governa.
Shalom
Argentino Quintavalle

domenica 2 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDVISA
Argentino Quintavalle/28.


Eppure tutti gli economisti che oggi vanno per la maggiore sono convinti che chiunque si debba comportare esattamente come il contadino del modello ricardiano di due secoli fa, soprattutto lo Stato.
E questo cosa significa?
Che secondo loro tutti, chiunque al mondo maneggi denaro, soprattutto il Governo, deve prima risparmiare, poi potrà spendere/investire, e sono convinti che quell’investimento futuro genererà ricchezze e impiego per il Paese.
Infatti oggi nel mondo moderno tutta la teoria economica che regola le nostre vite predica la soluzione di Ricardo per la crescita economica, e gli accordi sul commercio internazionale, come quelli siglati nell’ambito del WTO si basano sul modello economico ricardiano sviluppato due secoli fa. Viene insegnato in tutte le Università più importanti da cui escono tutti i tecnocrati che contano (Draghi, Monti, ecc.).
E il risultato è questo: hanno convinto tutti, Governi inclusi, a chiudere la borsa della spesa e a mettere denaro da parte per investire/spendere domani.
Conseguenze?
A) Allo Stato viene detto che deve ridurre la spesa e accumulare un surplus (risparmio) di denaro, così potrà investire un domani.
Ma così facendo, non solo lo Stato ci dà 100 e ci toglie 100, che come spiegato sopra è già un disastro per i cittadini e le aziende, ma addirittura si mette a darci 100 e a tassarci 150 per fare il suo surplus (risparmio) ricardiano, così noi andiamo sempre in rosso di 50 ogni anno, e invece della futura creazione di ricchezza abbiamo un’apocalisse economica immediata.
B) I cittadini vengono incoraggiati a mettere da parte più denaro possibile in prodotti finanziari di ogni tipo (con cui poi le finanziarie speculano) e che è tutto denaro paralizzato, cioè non investito nell’economia reale.
Quel denaro equivale pari pari a merci, servizi, lavori, case, auto, cibo ecc. non venduti, poiché non viene speso!
Questo, come disse Malthus, deprime la domanda aggregata e manda a rotoli l’economia.