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venerdì 14 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDVISA




I TIMOTEO 3:3-4. …non dedito al vino né violento, ma sia mite, non litigioso, non attaccato al denaro, che governi bene la propria famiglia e tenga i figli sottomessi e pienamente rispettosi..
Tre termini vanno evidenziati: famiglia, governo e danaro.
Il nucleo fondamentale di un popolo è la famiglia; emerge chiaramente che in primis si deve saper governare la propria famiglia e poi pensare di governare la famiglia allargata, cioè la collettività.
E’ importante conoscere se quel tale governa bene la propria famiglia prima dare una delega per farlo governare a livello di vertice.
Un buon padre di famiglia pensa all’economia e come trovare le risorse per non far soffrire la moglie ed i figli.
La stessa cosa dovrebbero fare i nostri governanti; da quello che si può notare, invece, pensano ai propri interessi e non si preoccupano degli altri.
Questo è contro i principi biblici che sono alla base degli insegnamenti di Gesù ed a questi devono attenersi i credenti in Cristo.

Il contesto cristiano, generalmente, spesso dimentica il contenuto biblico, ma amano farsi chiamare cristiani.

mercoledì 12 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE.
CONOSCERE L’ECONOMIA
Di Argentino Quintavalle/6:


Es.22:21 "Non maltratterai lo straniero e non l'opprimerai; perché anche voi foste stranieri nel paese d'Egitto.
Non affliggerete alcuna vedova, né alcun orfano.
Se in qualche modo li affliggi, ed essi gridano a me, io udrò senza dubbio il loro grido; la mia ira s'accenderà, e io vi ucciderò con la spada; e le vostre mogli saranno vedove, e i vostri figliuoli orfani.
Se tu presti del danaro a qualcuno del mio popolo, al povero ch'è teco, non lo tratterai da usuraio; non gl'imporrai interesse".
Perché questo è importante?
L’addebito di un interesse è uno dei motivi principali per cui i ricchi diventano più ricchi e i poveri diventano più poveri. Inoltre, consente a una persona di fare soldi senza fare nulla.
È interessante che l'Islam proibisce rigorosamente tutti i tipi di rapporti a interesse, contrariamente alla società cristiana occidentale, dove l'istituto del credito diventa estremamente materialista e finanziariamente selvaggio per la sua avidità di denaro.
Non si preoccupa delle conseguenze di questo sistema a interesse sulla società.
Dimentica i rapporti umani e la bontà.
Diventa ricco spingendo innumerevoli persone nel buio della povertà.
Nel Corano c’è scritto: "Coloro invece che si nutrono di usura [interesse sul denaro] risusciteranno come chi sia stato toccato da Satana … Allah ha permesso il commercio e ha proibito l’usura" (2:275).
Guardiamo cosa è accaduto al cosiddetto Terzo Mondo.
Ha ricevuto molti prestiti (da FMI/Banca Mondiale).

Questo ha creato un grande accumulo di capitali nel mondo già ricco e un impoverimento dei paesi in via di sviluppo che sono stati costretti a prendere sempre più le loro risorse naturali per pagare i debiti, e il processo continua a ripetersi. Questa è la trappola poco compresa del debito.

lunedì 20 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
UNA LETTRICE SCRIVE:

 .... leggo i diversi commenti  sulla condivisione , e sinceramente  mi sento molto  unita a quanti amici dicono  ciò che vorrei dire anche io, ma ultimamente  e tutte le volte che provo ad esprimermi riguardo la condivisione cristiana ,sento che il mio cuore quasi a fatica vuole partecipare, mi dico : tanto sono solo parole , anche le mie, perché non c'è la forza di fare, agire... come mai?
Eppure  condivido i concetti, dei fratelli, di Sebastiano e del  VANGELO,  è  ci   mancherebbe...ma allora perché questa strana aridità o silenzio in me?
Chiedo e richiedo, Signore se ho un debito con mio fratello, illuminami, fammi capire cosa devo restituire che non ancora ho  dato... a me sembra di avere restituito tutto quanto mi hanno prestato per arrivare fin qui,  l'unico grande debito l'avrei con Te Gesù, ma tu non vuoi niente in cambio del prezzo che hai pagato per me, anzi mi dici, che sono sciocca a pensare di restituirti qualcosa, non potrei mai e poi mai ripagarti del bene che mi hai fatto: mi hai riscattata dalla morte eterna.
A questo punto sento Gesù , venirmi incontro e dirmi, Amami, non lasciarmi morire in te, e vedrai tutto  accadrà.... anche ai tuoi amici, di la stessa cosa....
Ed eccomi che condivido  quanto Lo Spirito di Dio, Gesù Cristo mi ha detto nel cuore oggi ,  ho condiviso con i fratelli umilmente la mia preghiera, sicura che voi ne farete tesoro-

Io non posso fare niente per il mondo, ma so Che Dio può, devo solo fare in modo di vivere la Sua presenza in me, per mezzo della Sua Parola Benedetta- Amen

venerdì 17 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.


MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
UNA LETTRICE SCRIVE:

Barbara Benedettelli
Il suicidio non è mai una soluzione.
E' uno sfregio alla vita.
Una pugnalata a chi ci ama.
Uno schiaffo a chi la vita la perde senza volerlo perché una malattia o un altro uomo gliela porta via.
Non è un atto di protesta estremo, perché di quella protesta dopo un attimo coloro verso cui la si fa se ne sono dimenticati.
Togliersi la vita è darla vinta a chi ci sfrutta o ci usa o ci umilia o ci rende impossibile realizzare la nostra personalità.
La vita non vale meno di una cartella di Equitalia, di un fido in banca che non arriva, di un debito anche ingente.
Bisogna chiedere aiuto e confessare la propria disperazione mettendo da parte l'orgoglio.
Credo però che lo Stato sia corresponsabile se non cambia politiche economiche e anche se non prevede un sostegno per quei lavoratori e quegli imprenditori che nella solitudine assoluta maturano pensieri suicidi.
Entrano in una depressione profonda.
Sono responsabili politiche che favoriscono le banche, le lobby, la grande finanza e stritolano le persone rendendo loro impossibile avere una vita dignitosa.
Ecco perché è importante, in questo momento storico, rendere omaggio a coloro che dall'inizio della crisi a oggi si sono tolti la vita.
E' una forma di protesta per richiedere insieme attenzione verso l'umanità delle persone.
Un grido collettivo che dice "hei, lassù, tutto questo va evitato!". Se lo Stato non risponde si deve muovere il popolo.
E se lo chiamano populismo non importa.
Essere vicini alla gente, a chi soffre, a chi non ce la fa, non è demagogia, è politica vera, politica nel senso nobile del termine, vicinanza a quel popolo che la politica deve servire.
Oggi siamo al contrario, è il popolo che serve la politica, che termine possiamo coniare per tutto questo?
Politismo?
Io non ci sto.
Non voglio stare a guardare, e vorrei che tanti altri come me avessero voglia di non stare a guardare, senza forche, ma ristabilendo noi per primi un principio di giustizia che lo Stato con i suoi "gestori" attuali sta infrangendo in ogni dove.
La parola dignità, come la parola umanità, ormai è usata solo in riferimento e detenuti per lo più delinquenti abituali che entrano ed escono di prigione a causa di un sistema premiale che non dà valore alle loro azioni, o per quegli stranieri che vengono nel nostro paese senza rispettarlo.
Dignità invece è una parola che va usata verso ogni individuo, va usata verso tutti coloro che, in questa terra d'Italia, sono schiacciati dal peso di un quotidiano pressante o dalla sofferenza provocata da chi non rispetta le libertà altrui, da uno Stato gestito in gran parte da uomini incapaci di vedere nell'altro, nel popolo, umanità.
Da politiche economiche stritolanti e disumanizzanti.
Ma per chiedere anche a chi è in estrema difficoltà di non rassegnarsi buttando via il bene più prezioso più grande che abbiamo, perché una via d'uscita c'è sempre.
Chiedete aiuto.

Barbara Benedettelli