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sabato 15 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA RICCHEZZA LUSSO
ECONOMIA TEOLOGIA RELIGIONE FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
Uno lettore scrive:


Sarebbe bello e poi in questi tempi, io penso che il sistema politico sta crollando, anzi già lo è, vedi che non investe più nessuno nel lavoro, la disoccupazione dilaga, i tg non ne parlano, stiamo andando verso i tempi della tribolazione, i credenti si dovrebbero organizzarsi ideare qualcosa che faccia da sostegno alle famiglie che non hanno più il lavoro.
Ma questa economia condivisa e solo teoria? o già e istituita?

Siamo in fase istituzionale, abbiamo tenuto un convegno nazionale l’anno scorso ed è in programma uno per quest’anno

lunedì 24 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE.
Di Argentino Quintavalle – conoscere l’economia.

Dunque iniziamo!
Adam Smith
L’economia, così come la conosciamo, è relativamente giovane. 
Fino al 1700 l’economia era molto semplice.
I Re, i nobili, i Papi, avevano tutto, il resto aveva niente.
Poi intervenne un cambiamento straordinario: la tecnologia.
Successe che grazie alle nuove conoscenze, ai nuovi mezzi meccanici, ecc., crebbe fra le masse una borghesia, cioè gente senza potere politico ma che stava facendo soldi con i commerci.
I Re, i nobili, i Papi, ecc. cosa fecero?
Li fecero lavorare senza dar loro troppi fastidi, ma li tassavano.
Però li spremevano troppo, così i borghesi si arrabbiarono perché veramente la situazione era diventata intollerabile.
È così che è scoppiata la rivoluzione francese nel 1789.
Ed è in questo contesto che spunta il primo economista cosiddetto moderno, cioè Adam Smith (1723-1790), che poi non era veramente un economista, ma più che altro un filosofo morale, autore della celebre opera “Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni”, pubblicata nel 1776.
Un trattato fondamentale, destinato a rimanere per decenni il testo di riferimento della nascente economia politica.
Siamo a fine ‘700.
Ma attenzione a una cosa.

Dobbiamo sapere che di questo Smith, uno scozzese, oggi si dicono molte fandonie, perché certi economisti attuali l’hanno preso a modello per una teoria del tutto diversa da quella del vero Adam Smith.

venerdì 14 febbraio 2014

L'ECONOMIA CONDIVISA - L'ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE.
Di Argentino Quintavalle


Torniamo ai Neoclassici.
Come già detto, l’epoca degli economisti Classici si chiude più o meno con Marx.
Marx disse soprattutto una cosa: il Capitalismo imploderà su se stesso. Nascono qui (fra '800 e '900) una serie di economisti che reagiscono a Marx, prendono il nome di Neoclassici e dicono che non è vero, il Capitalismo funziona benissimo perché è capace di auto-regolarsi. Alleluia!
I loro nomi: Leon Walras (1834-1910) in Francia, William Stanley Jevons (1835-1882) in Inghilterra, Carl Menger (1840-1921) in Austria, senza neppure conoscersi, formulano i principi di una teoria che affronta il problema economico in modo completamente diverso: è l’avvio della rivoluzione marginalista.
Cosa dicono?
A)   Innanzi tutto la solita balla attribuita ad Adam Smith (vedi Lezione 1), cioè che il Libero Mercato ha una mano invisibile che lo guida, e che il mercato sostituisce la fabbrica come luogo privilegiato dell’analisi economica.
B)    In parole povere si consolida l’idea che l’umanità potrebbe procedere con sicurezza sulla strada di un progresso capace di garantire una prosperità crescente.
C)    C’è una grande fiducia nelle possibilità dei mercati di offrire benessere per tutti e le teorie del laissez faire trovano piena applicazione.

D)   Le tesi di Adam Smith vengono esposte e diffuse in maniera più rigorosa, e grazie all’uso della matematica si penserà di dare una dimostrazione chiara e precisa del teorema della mano invisibile.

mercoledì 5 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/34.

RIFLESSIONI: Quali sono le relazioni tra socialismo, capitalismo, ed economia biblica?
Ci sono almeno cinque assiomi di base della teoria economica biblica da cui molte implicazioni di politica economica possono essere dedotte.
1) Partecipazione al processo creativo
Il primo assioma della teoria economica biblica è che l’uomo è stato creato a immagine di Dio.
Nel giudaismo, questa affermazione viene interpretata nel senso che Dio è il creatore del mondo, e che l’uomo è un collaboratore di Dio.
In altre parole, tutto ciò che è stato creato durante i primi sei giorni necessita ancora di lavoro.
Dio ha dato all'uomo un mondo da curare, conservare, da lavorare, da far produrre, ecc.
Dio mette la terra e il grano, ma è l’uomo che fa il pane.
Il lavoro, l'attività creativa e l’innovazione sono le vie attraverso le quali l'immagine divina si esprime.
Privare l’umanità del lavoro significa degradare l’essere umano e privarlo della sua immagine divina.
2) Protezione della proprietà privata
Il secondo assioma della teoria economica biblica è che il diritto della proprietà privata è essenziale e deve essere protetto.
L'uomo potrà dominare il mondo materiale e portarvi innovazione solo se c’è la possibilità di appropriarsi dei frutti del proprio lavoro.
Per motivare l'uomo a compiere il comandamento di rendere soggetta la terra (Gen.1:28), il riconoscimento della proprietà privata è essenziale.
Due dei dieci comandamenti riguardano direttamente la tutela della proprietà privata: "non rubare" e "non desiderare alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo".
Il divieto di rubare include anche le pratiche commerciali fatte con inganno, come l'uso di falsi pesi e misure.

La punizione per la violazione di questi comandamenti dimostra l'importanza data alla proprietà privata nella Bibbia.

martedì 4 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/32.

Marx arriva sulla scena intorno al 1860 come importante pensatore, e formula la sua teoria del valore del lavoro.
Cosa significa?
Gli economisti si erano sempre arrovellati attorno alla domanda "ma chi produce la ricchezza?" e ovviamente ai tempi dei Re e dei nobili la risposta era "i Re e i nobili parassiti", per forza, perché agli studiosi di allora non passava minimamente per la testa che il popolo avesse una qualche funzione se non quella animale.
Marx fu il primo a guardare alla questione con intelligenza e rispose così: "La ricchezza la crea solo i lavoratori, che passano la vita a lavorare, e l’unico motivo per cui essa è nelle mani dei Re e nobili è perché questi se la rubano con la forza e li sfruttano".
Marx ritiene che in un sistema economico capitalistico il profitto nasca dallo sfruttamento dei lavoratori da parte di chi possiede il capitale.
Marx dice inoltre che qualsiasi produzione non può che partire dall’avere denaro, poi con quello si fanno le fabbriche e si producono cose, le quali vengono vendute e così si ritorna al denaro.
Formula: DENARO – PRODUZIONE – DENARO.
Perché è importante?
Perché cento anni dopo tutto questo verrà ribaltato da altri economisti con fini anti-sociali.
Adesso veniamo alla famosa storia della lotta di classe e del capitalismo che collasserà, secondo le sue previsioni.
Come Ricardo, anche Marx ritiene che il lavoro sia l’unica fonte di valore dei beni, ma a differenza di Ricardo egli è convinto che il frutto del processo lavorativo spetti interamente al lavoratore.
Il profitto dunque nascerebbe da un’appropriazione indebita di ricchezza da parte del capitalista e sarebbe all’origine del conflitto tra le classi sociali, conflitto che egli chiama appunto lotta di classe.
La base del suo ragionamento è semplice: siccome sono i lavoratori che alla fine producono tutta la ricchezza, questi un bel giorno capiranno che non hanno bisogno dei capitalisti, o dei Re e dei nobili, che li sfruttano e basta, e si solleveranno per cacciarli.
Dopo di che i lavoratori diventeranno i proprietari dei mezzi di produzione.

Questo sarà il Socialismo.

lunedì 3 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:

Sebastiano, leggo tutti i contributi al tuo blog, alcuni davvero interessanti.
Io sono una per molto impegnata, non sto nemmeno a farti l'elenco dei molteplici impegni che ho.
Sembrerà strano, ma avrei difficoltà a contribuire seriamente al blog, comunque molto interessante e che ti invito a curare come fin'ora hai fatto... a presto, Francesco. DTB
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ECONOMIA DI CONDIVISIONE PRATICA
Un lettore ha proposto di passare dalla teoria alla pratica facendo arrivare sulla nostra tavola frutta proveniente dalla Amazzonia o Sud America che sono le bacche di acai.
Il progetto della economia condivisa mira a valorizzare i prodotti locali e, nel limite del possibile, pensare ad una filiera cortissima tra produttore e consumatore senza la intermediazione dei speculatori di turno ed a breve distanza.
Siamo disponibile a valutare la cosa solo se in Italia non vi sono prodotti equivalenti ed il rapporto si instaura tra produttore e consumatore mediante un mezzo di trasporto autogestito tra produttore e distributore finale nel rispetto dei principi biblici.

In questo progetto non potrà avere spazio l’economia parassitaria, predatoria, dell’impresa e gregaria, ma solo l’economia di servizio; gli speculatori non li volgiamo.

domenica 2 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
Uno lettore scrive:

Sarebbe bello e poi in questi tempi, io penso che il sistema politico sta crollando, anzi già lo è, vedi che non investe più nessuno nel lavoro, la disoccupazione dilaga, i tg non ne parlano, stiamo andando verso i tempi della tribolazione, i credenti si dovrebbero organizzarsi ideare qualcosa che faccia da sostegno alle famiglie che non hanno più il lavoro. 
Ma questa economia condivisa e solo teoria? o già e istituita?

Siamo in fase istituzionale, abbiamo tenuto un convegno nazionale l’anno scorso ed è in programma uno per quest’anno.

martedì 14 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
DIALOGO CON UN LETTORE:

L: ciao di dove sei
R: Prov. di Roma.
L: che fai nella vita
R: Pensionato, libero professionista.
L: che comunità sei?
R: siamo un gruppo libero, non amiamo le etichette.
Il nostro progetto è aperto a tutti.
L: ve lo chiesto perché vedo che molte comunità cristiane non aiutano il prossimo c’è molto egoismo nelle chiese.
R: il punto è proprio questo.
L: sono solo religiosi pensano solo predicare senza fatti per le persone in difficoltà.
R: se leggi vedrai che io queste cose le scrivo.
L: certo vi do il numero di un fratello cristiano che ha problemi non riesce trovare un lavoro e solo potreste aiutarlo, se potete chiamarlo mi fa piacere, a chiesto aiuto e molte chiese gli anno chiuso le porte in faccia senza avere aiuto, sono religiosi senza amore del prossimo fanno …
R: E' più facile predicare che praticare.
L:certo sanno solo predicare aiuto del prossimo poi se lo devono mettere in pratica non lo fanno.
R: Io li ho invitati tutti, cioè tutte le comunità d'Italia. Abbiamo tenuto un convegno nazionale sul punto ma il 99,9% non sono venuti.
Chi è venuto non ha voluto discutere su come praticare l'amore fraterno.
L: secondo lei le comunità vi staranno sentire?
Quelli non se ne importano.

R:Tutti vogliono rimanere nel teorico teologico.