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sabato 15 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA RICCHEZZA LUSSO
ECONOMIA TEOLOGIA RELIGIONE FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
Uno lettore scrive:

Anche se mi sento piuttosto lontano da concetti di tipo cristiano in ambito di potere temporale (se penso alla chiesa dell'ultimo ventennio...) mi trovo estremamente d'accordo con il concetto dell'egoismo e aggiungerei che l'avidità oltre che l'egoismo ha generato quello che accade tutti i giorni nel mondo globale.
Siamo nell'era dello sharing ma vediamo come i poteri forti del danaro in virtù della loro avidità e del loro egoismo, mettano in un collettivo disastro intere nazioni.
Se non si diffonderà il concetto che la condivisione e una adeguata forma di capitalismo collettivo sono un bene per tutti non potremo mai vedere uscire dal loop nel quale ormai dal 2004/2005 in varie forme ci stiamo trovando tutti.
L'alternativa è la catastrofe purtroppo perché questa avidità non guarda al futuro, non gliene importa nulla del futuro.

come qualcuno di molto autorevole diceva: il futuro sarà una gara tra il progresso e la catastrofe.

giovedì 13 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA RICCHEZZA LUSSO
ECONOMIA TEOLOGIA RELIGIONE FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA CONDIVISA – ESEMPIO – AGRICOLTORE
ECONOMIA DELL’IMPRESA


Giacomo 5:7 Siate dunque pazienti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Osservate come l’agricoltore aspetta il frutto prezioso della terra pazientando, finché esso abbia ricevuto la pioggia della prima e dell’ultima stagione.
Joseph C. Kumarappa sull’economia dell’impresa scrive:
(1)   Alcune creature prendono ciò di cui hanno bisogno, rendendo un corrispettivo servizio all’unità dalla quale traggono beneficio. Come nel caso delle api si tratta di unità attive costruttive.
(2)    Esempio tipico: un agricoltore che ara la propria terra, la concima e la irriga, semina sementi che ha selezionato, sorveglia la crescita delle colture e infine raccoglie. Motivata da un saggio interesse e ambizione personali… Può ingenerare violenza. Elemento chiave: vantaggi e contributi reciproci, con la disponibilità a condividere i rischi.
Da quanto sopra si vogliono evidenziare due figure una umana e l’altra animale.
Le api hanno lo stesso concetto dell’agricoltore nella laboriosità, ma si differenziano dal fatto che nella figura umana può si può scatenare la violenza per vari fattori dell’umana natura.
E’ questo il punto cruciale del progetto dell’economia condivisa; si deve scongiurare la possibilità di ingenerare la violenza, questo vuol dire fraternità vera e non finta, questo vuol dire amare il prossimo come se stesso.
IL MONDO CRISTIANO DEVE RIFLETTERE SU QUESTO PUNTO; NON POSSIAMO PARLARE DI ECONOMIA CONDIVISA SE PENSIAMO ALLA CONFLITTUALITA’.

OCCORRE UNA TRASFORMAZIONE DELLA NATURA DELL’UOMO SECONDO I PRINCIPI BIBLICI.

martedì 4 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE.
LA FRATERNITA’ COME PRINCIPIO DEL BENE COMUNE



Marco 3:34
Girando lo sguardo su coloro che gli sedevano intorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli!
La fraternità trae origine dagli insegnamenti di Gesù e che vengono riportati nei vangeli.
Nell’affermazione di cui sopra si evince che il concetto della famiglia viene ampliato oltre il vincolo parentale.
Gesù considerava fratelli tutti coloro che gli stavano attorno e che lo seguivano.
Affermare di credere in un Dio padre e creatore di tutte le cose significa anche che dobbiamo considerarci tutti fratelli e che il creato è un bene comune a tutti.
L’aria che respiriamo appartiene a tutti, il sole irradia energia su tutto il creato, la pioggia non è governata da alcuno.
Dalle considerazioni di cui sopra scaturiscono molte considerazioni importanti per quel che riguarda l’economia domestica che poi si allarga anche oltre la famiglia intesa come nucleo composto da genitori e relativi figli.
Nel mondo cristiano tutti devono considerarsi fratelli e quindi godere i beni della terra pariteticamente, cioè deve regnare l’equità.
Equità significa anche condividere le cose del creato per soddisfare i vari bisogni dell’umanità.

L’amore fraterno deve essere l’espressione della fraternità nella condivisione a 360°.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA RICCHEZZA LUSSO
ECONOMIA TEOLOGIA RELIGIONE FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA

IL CRISTIANO E L’ECONOMIA CONDIVISA.
NELLA BIBBIA SI LEGGE:
 “POICHE’ NON V’ERA ALCUN BISOGNOSO FRA LORO” (ATTI 4:34).
“NONDIMENO, NON VI SARA’ ALCUN BISOGNOSO TRA VOI” (DEUTERONOMIO 15:4)


Nei due passaggi biblici si ribadisce il medesimo concetto in tempi  distanziati da millenni.
Questo dimostra che detto pensiero è stabile nei tempi biblici per l’uomo che ama e teme Dio.
Lo stesso pensiero deve essere una guida costante per il cristiano odierno.
Dalle considerazioni di cui sopra scaturisce il progetto DELL’ECONOMIA CONDIVISA.
L’obiettivo è il medesimo, ma per raggiungerlo occorre che nell’uomo vi sia la coscienza del principio della fraternità, il rispetto per il prossimo.
Con questa iniziativa si vuole dare una risposta ai vari bisogni che affliggono questa generazione, in particolare nel mondo del lavoro.


lunedì 3 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA  RICCHEZZA  LUSSO
ECONOMIA  TEOLOGIA  RELIGIONE  FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA

Proverbi 3:1-3. (1) Figliuol mio, non dimenticare il mio insegnamento, e il tuo cuore osservi i miei comandamenti, (2) perché ti procureranno lunghi giorni, anni di vita e di prosperità. (3) Bontà e verità non ti abbandonino; legatele al collo, scrivile sulla tavola del tuo cuore; Spesso si parla di trasparenza, ma cosa è la trasparenza?Non occultare la verità è trasparenza, il cristiano deve agire in verità è bontà.La verità e la bontà sono elementi essenziali nel progetto DELLECONOMIA CONDIVISA.


domenica 2 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE.
Una lettrice scrive:

Che gioverà ad un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l'anima sua?
Una domanda, davvero, importante per un cristiano.
Spesso siamo così presi dai nostri progetti e dalle nostre ambizioni da scavalcare quello che il Maestro ci dice.
Stamattina meditiamo su questo verso.
Cosa è importante ai nostri fini spirituali?
Vivere per il mondo?
Guadagnare il mondo?
Diventare persone di successo?
Fare soldi?
Non dovrebbe essere difficile per noi, abituati oggi a valutare le cose in termini "economici" di pro e contro capire il senso delle parole di Gesù: da un lato guadagnare il mondo, cioè ottenere tutto quello che si desidera, dall'altro perdere l'anima.
L'uomo perde l'anima quando, per portare avanti i propri obiettivi, mette da parte la propria coscienza e trasgredisce la Legge di Dio.
Ma l'uomo perde l'anima anche quando, senza scadere nell'immoralità e nell'ingiustizia, per ottenere quello che desidera, trascura la comunione col Signore e la messa in pratica della Sua Parola.
L'uomo avido, che ricerca solo il suo bene, la sua soddisfazione, non è un uomo realizzato, almeno per quello che la Bibbia ci dice...Il Signore gradisce un uomo, o una donna, che desidera realizzare la Sua volontà, che consiste nel servire Dio servendo gli altri.
La generosità è un atto prezioso: "Felice l'uomo pietoso che dà in prestito, amministra i suoi beni con giustizia" Egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre, la sua fronte s'innalza nella gloria."La spiritualità biblica, cristiana ed evangelica non disprezza la ricchezza”. Alcuni dicono: "La chiesa e i cristiani hanno il complesso di non saper affrontare con realismo il problema della ricchezza!".
L'Evangelo propone di usare i beni come segno di amore gratuito.
I beni non possono essere concentrati come potere per controllare gli altri, ma vanno condivisi come segno di comunione.
Essi non possono prendere il posto di Dio, ma essere strumenti di benedizione per sfamare, vestire, istruire i meno fortunati.
Gesù riconosce come figli di Dio e suoi fratelli quelli che hanno compiuto un gesto di accoglienza: "dar da mangiare, dar da bere, accogliere il pellegrino, visitare il malato, il carcerato"
Chi accoglie uno di questi piccoli in mio nome accoglie me.
E chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato"
Perdonatemi se insisto, ma questa è la vera teologia, non è solo morale, non è sociologia indorata di venature romantiche sentimentali, fuori dal tempo, ma sempre più che mai attuale, in un mondo che soffre, ed anch'io ne sento il peso.
Questa è la sostanza della fede in Dio Creatore, nel Dio dell'esodo, nel Dio con il quale Gesù il crocifisso si identifica.
Questo spirito tiene uniti i discepoli in forza dello stesso amore che lo ha portato a dare vita per loro.
Luca descrive così la comunità che metteva in pratica la Parola di Dio: Chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti secondo il bisogno di ciascuno (At 2, 45).
E più avanti fa una puntualizzazione che aiuta a dirimere la questione dei poveri e dei ricchi, dei primi e degli ultimi nella chiesa.
Nessuno, infatti, tra loro era bisognoso perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l'importo di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli: e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno (At 4, 34-35).
Per concludere, io credo che l'obiettivo non è di avere i poveri per poter fare opere buone, ma di farli sparire.
Ma questo avviene non in nome di pianificazioni economiche, politiche, sociologiche, ma in forza dell'amore che riconosce il diritto di vivere con dignità a tutti gli esseri umani a partire dagli ultimi.
un dono da condividere con gioia e semplicità con gli altri.
Felice giorno, Dio ti benedica.

Luisa Lauretta

domenica 16 febbraio 2014

L'ECONOMIA CONDIVISA - L'ECONOMIA CRISTIANA - BIBBLICA

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE.
Una lettrice scrive:

Che gioverà ad un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l'anima sua?
Una domanda, davvero, importante per un cristiano.
Spesso siamo così presi dai nostri progetti e dalle nostre ambizioni da scavalcare quello che il Maestro ci dice.
Stamattina meditiamo su questo verso.
Cosa è importante ai nostri fini spirituali?
Vivere per il mondo?
Guadagnare il mondo?
Diventare persone di successo?
Fare soldi?
Non dovrebbe essere difficile per noi, abituati oggi a valutare le cose in termini "economici" di pro e contro capire il senso delle parole di Gesù: da un lato guadagnare il mondo, cioè ottenere tutto quello che si desidera, dall'altro perdere l'anima.
L'uomo perde l'anima quando, per portare avanti i propri obiettivi, mette da parte la propria coscienza e trasgredisce la Legge di Dio.
Ma l'uomo perde l'anima anche quando, senza scadere nell'immoralità e nell'ingiustizia, per ottenere quello che desidera, trascura la comunione col Signore e la messa in pratica della Sua Parola.
L'uomo avido, che ricerca solo il suo bene, la sua soddisfazione, non è un uomo realizzato, almeno per quello che la Bibbia ci dice...Il Signore gradisce un uomo, o una donna, che desidera realizzare la Sua volontà, che consiste nel servire Dio servendo gli altri.
La generosità è un atto prezioso: "Felice l'uomo pietoso che dà in prestito, amministra i suoi beni con giustizia" Egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre, la sua fronte s'innalza nella gloria."La spiritualità biblica, cristiana ed evangelica non disprezza la ricchezza”. Alcuni dicono: "La chiesa e i cristiani hanno il complesso di non saper affrontare con realismo il problema della ricchezza!".
L'Evangelo propone di usare i beni come segno di amore gratuito.
I beni non possono essere concentrati come potere per controllare gli altri, ma vanno condivisi come segno di comunione.
Essi non possono prendere il posto di Dio, ma essere strumenti di benedizione per sfamare, vestire, istruire i meno fortunati.
Gesù riconosce come figli di Dio e suoi fratelli quelli che hanno compiuto un gesto di accoglienza: "dar da mangiare, dar da bere, accogliere il pellegrino, visitare il malato, il carcerato"
Chi accoglie uno di questi piccoli in mio nome accoglie me.
E chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato"
Perdonatemi se insisto, ma questa è la vera teologia, non è solo morale, non è sociologia indorata di venature romantiche sentimentali, fuori dal tempo, ma sempre più che mai attuale, in un mondo che soffre, ed anch'io ne sento il peso.
Questa è la sostanza della fede in Dio Creatore, nel Dio dell'esodo, nel Dio con il quale Gesù il crocifisso si identifica.
Questo spirito tiene uniti i discepoli in forza dello stesso amore che lo ha portato a dare vita per loro.
Luca descrive così la comunità che metteva in pratica la Parola di Dio: Chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti secondo il bisogno di ciascuno (At 2, 45).
E più avanti fa una puntualizzazione che aiuta a dirimere la questione dei poveri e dei ricchi, dei primi e degli ultimi nella chiesa.
Nessuno, infatti, tra loro era bisognoso perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l'importo di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli: e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno (At 4, 34-35).
Per concludere, io credo che l'obiettivo non è di avere i poveri per poter fare opere buone, ma di farli sparire.
Ma questo avviene non in nome di pianificazioni economiche, politiche, sociologiche, ma in forza dell'amore che riconosce il diritto di vivere con dignità a tutti gli esseri umani a partire dagli ultimi.
un dono da condividere con gioia e semplicità con gli altri.
Felice giorno, Dio ti benedica.

Luisa Lauretta

martedì 11 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE.
Di Argentino Quintavalle

La chiesa primitiva è stata effettivamente in grado di trovare la soluzione e ha eliminato la povertà tra di loro.
Essi hanno riconosciuto di essere amministratori della bontà di Dio e con il dovere di condividere con chiunque fosse nel bisogno.
Atti 4:32-35 "…non v’era alcun bisognoso fra loro…", in adempimento di Deut.15:4, "non vi sarà alcun bisognoso tra voi".
Che cos’è la povertà?
Naturalmente ci sarà sempre una differenza nella quantità di beni che le persone possiedono.
Ma la povertà è la mancanza di beni materiali, avere pochi o nessun mezzo per potersi sostenere; dunque è povero chi non è in grado di provvedersi la maggior parte dei bisogni fondamentali della vita come il cibo, l’acqua, l’alloggio, il vestiario, le cure mediche, ecc.
L’eliminazione della povertà è POSSIBILE.
Non ci sono molti economisti e statisti che comprendono le cause che sottendono l'attuale stato della società.
E quelli che le comprendono, in parte non sono moralmente in grado di risolvere il problema, e in parte  non vogliono.  
Triste a dirsi, ma il mondo occidentale è il mondo che si definisce cristiano, e i cui governanti dovrebbero essere gli amministratori fedeli dei beni del Signore.
Non ci dovrebbe essere alcun grido per il pane, nessuna sofferenza per la miseria, nessun uomo nel bisogno.
È l’infedeltà degli uomini che determina lo stato di sofferenza in cui l’umanità è immersa. 
Gandhi disse: "C'è abbastanza in questo mondo per le necessità di tutti, ma non per l'avidità di tutti".
La sua citazione non potrebbe essere più precisa.
Shalom

Argentino Quintavalle

mercoledì 29 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

Un lettore scrive:

Pur non essendo cristiano, non appartengo a nessuna religione ma so che c'è Dio, sono d'accordo con i principi del post.
Comunque la parabola del vignaiolo è solo una parabola con cui Gesù ha voluto dire alla gente che in un ipotetico paradiso si è tutti uguali indipendentemente a quale età della propria vita si trova e si segue Dio.

Sulla terra, dove si deve lavorare, non è attuabile una cosa del genere; immagina un po cosa sarebbe successo a quel datore di lavoro se si fosse presentato il giorno dopo a cercare operai.

lunedì 27 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

 Ho riflettuto  in questi giorni ed ho capito, quanto è attuale  la situazione della tempesta, e la sua dimostrazione di placarla, il suo camminare sulle acque, Pietro che grida solo preso dall'angoscia , aiuto! ma la dov'era?
Ho anche compreso che il tempo che viviamo è paragonato alla  formica e alla cicala, non è una parabola, ma è un esempio e modo di vivere che rende l'idea,  la parsimonia è una necessità per recuperare energie, equilibrarle....
Il cristiano di oggi è quello che grida agli amici che stanno sulla barca: perché avete caricato la barca di pesi inutili?

Ma il vero cristiano si impegna a togliere i pesi superflui, altrimenti annega anche lui con gli altri....

sabato 18 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA

IL CRISTIANO E L’ECONOMIA CONDIVISA.
NELLA BIBBIA SI LEGGE:
 “POICHE’ NON V’ERA ALCUN BISOGNOSO FRA LORO” (ATTI 4:34).
“NONDIMENO, NON VI SARA’ ALCUN BISOGNOSO TRA VOI” (DEUTERONOMIO 15:4)

Nei due passaggi biblici si ribadisce il medesimo concetto in tempi  distanziati da millenni.
Questo dimostra che detto pensiero è stabile nei tempi biblici per l’uomo che ama e teme Dio.
Lo stesso pensiero deve essere una guida costante per il cristiano odierno.
Dalle considerazioni di cui sopra scaturisce il progetto DELL’ECONOMIA CONDIVISA.
L’obiettivo è il medesimo, ma per raggiungerlo occorre che nell’uomo vi sia la coscienza del principio della fratellanza, il rispetto per il prossimo.

Con questa iniziativa si vuole dare una risposta ai vari bisogni che affliggono questa generazione, in particolare nel mondo del lavoro.

venerdì 17 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA

Proverbi 3:1-3. (1) Figliuol mio, non dimenticare il mio insegnamento, e il tuo cuore osservi i miei comandamenti, (2) perché ti procureranno lunghi giorni, anni di vita e di prosperità. (3) Bontà e verità non ti abbandonino; legatele al collo, scrivile sulla tavola del tuo cuore; …

Spesso si parla di trasparenza, ma cosa è la trasparenza?Non occultare la verità è trasparenza, il cristiano deve agire in verità è bontà.La verità e la bontà sono elementi essenziali nel progetto DELL’ECONOMIA CONDIVISA.


giovedì 16 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
Invito i credenti (non i religiosi) a commentare il mio blog. con riferimenti biblici.
ECONOMIA - LAVORO - SALARIO



Genesi 29:15. Poi Labano disse a Giacobbe: Perché sei mio parente dovrai tu servirmi per nulla? Dimmi quale dev'essere il tuo salario.
Qui vediamo come il corrispettivo del servizio reso ad altrui veniva retribuito.
La particolarità sta nel fatto che il servito chiede al servo quale dovrà essere il salario per il servizio reso.
Il servizio reso per nulla non era concepibile, anche se vi era in mezzo la parentela.
L'accordo iniziale previene la conflittualità; il rapporto fraterno nell’economia deve essere la costante nel mondo cristiano.

L'AMORE FRATERNO ANCHE NELL'ECONOMIA E' UNO DEI PILASTRI DEL NOSTRO PROGETTO NELLA CONDIVISIONE DEL BENE COMUNE.