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lunedì 3 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA

Proverbi 3:1-3. (1) Figliuol mio, non dimenticare il mio insegnamento, e il tuo cuore osservi i miei comandamenti, (2) perché ti procureranno lunghi giorni, anni di vita e di prosperità. (3) Bontà e verità non ti abbandonino; legatele al collo, scrivile sulla tavola del tuo cuore; …Spesso si parla di trasparenza, ma cosa è la trasparenza?Non occultare la verità è trasparenza, il cristiano deve agire in verità è bontà.La verità e la bontà sono elementi essenziali nel progetto DELL’ECONOMIA CONDIVISA.


domenica 2 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE.
Lettrici/lettori scrivono:


QUALCUNO HA DETTO: ''L'EGOISMO è l'opposto dell'AMORE''
Il termine Egoismo indica l’atteggiamento di una persona che soddisfa i propri bisogni senza tenere conto di quelli degli atri, è il modo di essere di chi antepone la propria persona a qualsiasi altra cosa: EGOCENTRISMO....INDIVIDUALISMO....NARCISISMO.

L’EGOISMO E’ UN PROBLEMA DELLA NATURA UMANA...
Secondo gli studiosi di psicologia e pedagogia infantile il bambino
realizza come prima cosa il senso del ''se'' e sarà compito del genitore,
far comprendere al bambino che i suoi bisogni e le sue azioni devono tenere conto dell' ALTRO oltre che di se stesso.
L’insegnamento da impartire e da mettere in pratica è riassunto in
Filippesi 2:4-11 ''Cercando ciascuno non il proprio interesse, ma quello
degli altri''

L’EGOISTA NON PUO’ SERVIRE IL SIGNORE...
In 1Corinzi 13:5 leggiamo: ''L'amore non cerca il proprio interesse'' ..qualcosa che l'amore NON fa' è di CERCARE il PROPRIO INTERESSE.
Come cristiani siamo chiamati a spendere la nostra vita per CRISTO:
''Chi ama la sua vita, la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo,

la conserverà in vita eterna'' (Giovanni 12:25) e di ''Amare il nostro prossimo come noi stessi'' (Marco 12:31)

venerdì 31 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDVISA
Due lettrici scrivono:

Adulti violenti sono bambini che hanno visto violenza, anche nelle piccole forme, un adulto violento è la conseguenza della sua infanzia, tutto dipende da come il bambino vive la sua infanzia, se la vive nell’ insegnamento della violenza allora sarà una adulto arrabbiato violento...lo stesso freud lo diceva che nei primi anni di vita il bambino attraversa diverse fasi di crescita che contribuiscono in modo determinante a formare quello che sarà il suo carattere da adulto.
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Concordo.
Sono i genitori a definire il proprio figlio.
Il temperamento è un fatto genetico ed i genitori sono chiamati a smussare le parti spigolose, non è facile capire e non è facile educare per questo è necessario un aiuto esterno.


venerdì 24 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA – GLI ESSENI
CHI ERANO GLI ESSENI?
– INFLUENZA DEI CREDENTI ESSENI
DI ARGENTINO QUINTAVALLE /9.

Gesù ha criticato gli Esseni per il loro isolazionismo e ha messo in guardia i suoi seguaci contro tale comportamento. 
Egli ha detto: «i figliuoli di questo secolo, sono più avveduti, nella loro generazione, che i figliuoli della luce [un riferimento agli Esseni]. 
Io altresì vi dico: Fatevi degli amici delle ricchezze ingiuste [cioè, le ricchezze degli estranei]» (Luca 16:8,9 – Diodati). 
Secondo Gesù i figli di questo mondo erano più saggi degli Esseni perché avevano mantenuto il contatto economico con gli altri.
La comunione dei beni, quindi, non era un’idea che è entrata nella chiesa primitiva sotto l’influenza di Giovanni o sotto l’insegnamento di Gesù, ma possiamo supporre che si sia sviluppata per l’influenza degli Esseni che si sono uniti al nuovo movimento.
I Rotoli del Mar Morto confermano quello che già sapevamo da Giuseppe (Guerra 2:122), che quando un uomo diventava membro della setta doveva donare i suoi beni all’ordine. Secondo il Manuale di Disciplina degli Esseni (1QS 6:14-23), durante i primi due anni, i possessi del principiante non venivano messi insieme a quelli della comunità. 
Dopo avere completato il primo anno del suo noviziato,4 i beni del novizio venivano dati all’Economo della Comunità;5comunque, venivano ancora tenuti separati dai beni della comunità. 
Solo dopo aver completato il secondo anno del suo periodo di prova6 il novizio veniva accettato come membro a tutti gli effetti e i suoi beni venivano messi insieme a quelli della setta.

venerdì 17 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA

Proverbi 3:1-3. (1) Figliuol mio, non dimenticare il mio insegnamento, e il tuo cuore osservi i miei comandamenti, (2) perché ti procureranno lunghi giorni, anni di vita e di prosperità. (3) Bontà e verità non ti abbandonino; legatele al collo, scrivile sulla tavola del tuo cuore; …

Spesso si parla di trasparenza, ma cosa è la trasparenza?Non occultare la verità è trasparenza, il cristiano deve agire in verità è bontà.La verità e la bontà sono elementi essenziali nel progetto DELL’ECONOMIA CONDIVISA.


lunedì 6 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.


MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
UNA LETTRICE SCRIVE:


Guardandoti dentro puoi scoprire la gioia, ma è soltanto aiutando il prossimo che conoscerai la vera felicità.
Bellissima questa frase di Sergio Bambarén.
Nella Bibbia ve n'è una molto simile:" C'è più gioia nel dare che nel ricevere."
Sono passate queste feste, sicuramente in famiglia si sono scambiati regali, di tutto, di più, a volte cose, anche, inutili, a volte cose, anche, troppo costose, magari viaggi in posti esotici.
Di tutto questo cosa resterà nel nostro cuore?
Cosa abbiamo insegnato ai nostri figli?
Abbiamo messo in pratica l'insegnamento del Maestro?
Credo che sia molto più importante che ci alleniamo nel dare agli altri e nel fare ciò che vorremmo che gli altri facciano a noi. Quando iniziamo a preoccuparci del nostro prossimo più che di essere compresi, di accettare più che essere accettati, accogliere più che essere accolti, stimare più che essere stimati, sostenere più che essere sostenuti, portare tutto il nostro contributo per migliorare ogni situazione più che passare il nostro tempo ad arrabbiarci, a non portare frutto, ci farà sicuramente sentire meglio ed operativi nel campo dell'assistenza.
Essere attenti ai grandi problemi di chi ci passa accanto più che lasciarci completamente assorbire dalle nostre piccole difficoltà… allora, e solo allora, riusciamo finalmente ad assaporare quella profonda gioia e pienezza che il nostro cuore cerca e scopriamo finalmente che c’è molta più gioia nel dare che nel ricevere, nel rendere felici gli altri più che nel cercare spasmodicamente la nostra felicità.
Invece cosa facciamo?
Regolarmente andiamo in chiesa, facciamo i nostri rituali e poi ...tutto a posto, la nostra coscienza è messa a tacere.
Ma come puoi dire di amare Dio senza amare chi soffre, chi è nell'indigenza?
Amare Dio con tutto il cuore significa essere vuoto di te stesso e dimostrarGli che ami chi è a sua immagine e somiglianza.
Per amare Dio con tutte le forze devi amare i fratelli perché se non ami i fratelli non ami Dio.
Devi amarli come te stesso: così raccomanda il massimo comando della carità.
Visitare gli ammalati, confortare gli anziani, specie quelli soli ed abbandonati, ed aiutarli nelle loro necessità è un’opera di misericordia; provvedere a chi non ha cibo, lavoro, vestiti, casa.
Sta scritto infatti: nella Bibbia: "Vi do un Comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come Io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv 13,34).
Quell’ "AMARSI" è inteso come prendersi cura gli uni degli altri. È amando Lui che si impara ad amare il prossimo.
Sta scritto che alla fine della nostra vita saremo giudicati sulla carità: "Ho avuto fame e Mi avete dato da mangiare, ero nudo e mi avete vestito..."(Mt 25,35).
Guardati e vedi chi attorno a te ha bisogno dei tuoi consigli, della tua carità, di una parola di conforto, di luce, di incoraggiamento, di un pezzo di pane, di un abito, di una raccomandazione per trovare un posto di lavoro, di un aiuto per pagare un debito, per riunire una famiglia divisa, per far da padre a un orfano che piange, ecc.
Moltissime possono essere le opere di carità, che puoi attuare.
Vivi con Cristo ed opera con Lui.
Se avrai fede opererai anche la carità per compiacere a Dio e far fruttare l'amore che è quello che dobbiamo trafficare più di ogni altra cosa... e si sa… l'amore porta amore. DTBG.

Luce del mondo

martedì 24 dicembre 2013

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
UNA LETTRICE SCRIVE:

Gesù, essendo re, è nato come un semplice uomo della terra, anzi dimostrò con la sua vita che la ricchezza non faceva parte del suo insegnamento.
Già nel vecchio testamento essendoci tanti poveri, Dio diede dei precetti molto chiari su come si dovevano sostenere i deboli, i poveri e gli stranieri.
Quando Gesù disse al giovane ricco di vendere tutto e di seguirlo, il giovane si rattristò perché il denaro per lui era troppo prezioso. Gesù mise in guardia i suoi discepoli dalla cupidigia, dall'avarizia, dall'egoismo, Giuda ne fu lusingato.
Essere ricchi non è sbagliato, ma a Dio importa come amministriamo i beni che Lui ci ha dato.
Il cristiano, attraverso i consigli biblici, vedi Proverbi, Ecclesiaste e Nuovo testamento,  imparerà il giusto comportamento da tenere verso le ricchezze, accettando il concetto biblico secondo il quale i credenti sono "amministratori" dei beni che Dio provvede, perché “All'Eterno appartiene la terra e tutto ciò ch'è in essa ...” (Salmo 24:1).
In base a questo principio, il denaro o i beni che Dio affida all'amministrazione dell'uomo non debbono essere egoisticamente accumulati o sperperati, ma gestiti per conto di Colui che è il Signore, messi in opere buone di sostegno per i più poveri.
Paolo mette in guardia Timoteo: “Ma quelli che vogliono arricchire cadono in tentazione, in laccio, e in molte insensate e funeste concupiscenze, che affondano gli uomini nella distruzione e nella perdizione.
Poiché l'amore per il danaro é radice di ogni sorta di mali; A quelli che son ricchi in questo mondo ordina che non siano d'animo altero, che non ripongano la loro speranza nell'incertezza delle ricchezze, ma in Dio, il quale ci somministra copiosamente ogni cosa perché ne godiamo; che faccia­no del bene, che siano ricchi in buone opere, pronti a dare, a far parte dei loro averi” (I Timoteo 6:9,10, 17).
Noi credenti, così, come Paolo possiamo dichiarare: “... ho imparato ad esser contento nello stato in cui mi trovo.
Io so essere abbassato e so anche abbondare; in tutto e per tutto sono stato ammaestrato ad esser saziato e ad aver fame; ad esser nell'abbondanza e ad esser nella penuria.
Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica” (Filippesi 4:11-13).
Come amministratori dei beni di Dio avremo  il completo controllo del denaro e delle proprietà che sono state a noi affidate, ma dobbiamo  renderne conto al Signore.

Questa attitudine richiede una buona ed onesta gestione, da curare con profonda riconoscenza a Dio, il Quale ci onora della Sua fiducia, sapendo che “... dobbiamo tutti comparire davanti al tribunale di Cristo, ...” (II Corinzi 5:10) e “... quel che si richiede dagli amministratori, è che ciascuno sia trovato fedele” (I Corinzi 4:2).

giovedì 20 giugno 2013

ECONOMIA CONDIVISA - ECONOMIA GREGARIA - VIOLENZA - CONDRADDIZIONE

Due lettrici scrivono:

Adulti violenti sono bambini che hanno visto violenza, anche nelle piccole forme, un adulto violento è la conseguenza della sua infanzia, tutto dipende da come il bambino vive la sua infanzia, se la vive nell’ insegnamento della violenza allora sarà una adulto arrabbiato violento...lo stesso freud lo diceva che nei primi anni di vita il bambino attraversa diverse fasi di crescita che contribuiscono in modo determinante a formare quello che sarà il suo carattere da adulto.

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Concordo.
Sono i genitori a definire il proprio figlio.

Il temperamento è un fatto genetico ed i genitori sono chiamati a smussare le parti spigolose, non è facile capire e non è facile educare per questo è necessario un aiuto esterno.