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lunedì 24 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
L’ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE SECONDO I PRINCIPI EVANGELICI.
EMINARE MISERIA – SRADICARE LA POVERTA’


Si parla molto di ricchezza, povertà e miseria.
E’ facile parlare dell’effetto e non della causa, un edificio crolla ma non si indaga sulle cause che hanno determinato il disastro, si parla di povertà e di miseria ma non si risale alle cause che hanno determinato questo stato di cose, una persona si ammala e non si individuano le cause della malattia.
Questo modo di pensare ed agire non fa altro che proiettare il futuro ad una maggiore povertà e miseria, al crollo di edifici o disastri di altro genere, alla diffusione di malattie; tutto questo perché non si vuole risalire alle cause che hanno determinato uno stato di cose negative.
Dovremmo cambiare questo modo di pensare e fare un esame critico del perché si sono verificate determinate situazioni, nessun medico può pensare di curare il malato se non fa i dovuti accertamenti con delle analisi approfondite.
Chi pensa che le analisi non servono, vuole che lo stato delle cose permangono in una situazione precaria per poi piangere sui disastri; è meglio prevenire che curare.

PER UNA ECONOMIA CONDIVISA OCCORRE FARE UNA ANALISI SERIA SULLE CAUSE CHE HANNO DETERMINATO LO STATO ATTUALE DI POVERTA’ E MISERIA.

martedì 18 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA RICCHEZZA LUSSO
ECONOMIA TEOLOGIA RELIGIONE FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
L’ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE SECONDO I PRINCIPI EVANGELICI.

REDDITO DELLE PERSONE
IN ECONOMIA, SPESSO SI PARLA DI REDDITO NAZIONALE, REDDITO MEDIO, E NON DEL REDDITO EFFETTIVO DELLE PERSONE.


Il termine più usato è il reddito medio, questo termine non fotografa la reale distribuzione del reddito ma una media; una persona mangia tutti i giorni gelato e ne consuma 20 Kg., unaltra non mangia alcun gelato, in questo caso la media è 10 Kg./persona anno.
Quindi tutti consumano 10 kg. di gelato allanno.
La persona che ne consuma 20 kg. viene agevolata perché non viene messa in evidenza la sua golosità, mentre chi non ne mangia affatto gli viene attribuito un consumo di 10 Kg. /anno.
Se fra queste persone qualcuna non si può permettere di comprare il gelato per mancanza di soldi viene ulteriormente penalizzata dalla media in quanto il suo stato di disaggio viene occultato.
Sarebbe meglio pensare di analizzare il reddito pro capite locale e suddividerlo per fasce sociali.
Così potrebbe venir fuori il divario fra veri ricchi e veri poveri, in tal modo si potrebbe aver  lindice della miseria di alcune fasce sociali.
Più è grande il divario fra le due fasce estreme più grande è il potenziale malcontento e quindi anche il potenziale conflitto locale e nazionale.
Il reddito basso non è frutto ideologico o morale, ma potere dacquisto e quindi capacità del tenore di vita.

NEL PROGETTO DELLECONOMIA DI CONDIVISIONE  SI MIRA A RIDURRE A MINIMO IL DIVARIO DEL POSSESSO DELLA RICCHEZZA FRA LE VARIE FASCE SOCIALE PER POTER CONCRETIZZARE LA FRATERNITA BIBLICA.

lunedì 17 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA RICCHEZZA LUSSO
ECONOMIA TEOLOGIA RELIGIONE FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
L’ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE SECONDO I PRINCIPI EVANGELICI.
DEMOCRAZIA
CONCETTO DI DEMOCRAZIA NELLECONOMIA CONDIVISIONE.

Quando si parla di democrazia, la prima domanda è: che tipo di democrazia?
In questo caso dobbiamo parlare di democrazia nellambito delleconomia condivisa.
In generale, economia significa potere contrattuale e conflittualità, questo perché prevale legoismo e non laltruismo.
Se vi è conflittualità ed egoismo leconomia condivisa non può aver luogo perché i contesti sono incompatibili.
Si può dedurre che dalla condivisione scaturisce la vera democrazia perché non c’è la violenza ed il diritto prevale sul potere, si garantisce il leguaglianza e la giustizia al più debole.
La democrazia non può esistere dove ci sono fame e miseria, lusso e privilegi; un chiaro indicatore dello sfruttamento del forte o prepotente sul debole indifeso.

IL PROGETTO DELLECONOMIA CONDVISA SORGE PER ELIMINARE QUESTO STATO DI COSE. 

domenica 16 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA RICCHEZZA LUSSO
ECONOMIA TEOLOGIA RELIGIONE FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE SECONDO I PRINCIPI EVANGELICI.
Un lettore scrive:
 

 Sebastiano, leggo tutti i contributi al tuo blog, alcuni davvero interessanti.
Io sono una per molto impegnata, non sto nemmeno a farti l'elenco dei molteplici impegni che ho.

Sembrerà strano, ma avrei difficoltà a contribuire seriamente al blog, comunque molto interessante e che ti invito a curare come fin'ora hai fatto... a presto, Francesco. DTB

mercoledì 12 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE.
CONOSCERE L’ECONOMIA
Di Argentino Quintavalle/7:


5) Cancellare i debiti ogni 7 anni
Deut.15:1,2,9 "Alla fine d'ogni settennio celebrerete l'anno di remissione.
Ed ecco il modo di questa remissione: Ogni creditore sospenderà il suo diritto relativamente al prestito fatto al suo prossimo; non esigerà il pagamento dal suo prossimo, dal suo fratello, quando si sarà proclamato l'anno di remissione in onore dell'Eterno …
Guardati dall'accogliere in cuor tuo un cattivo pensiero, che ti faccia dire: Il settimo anno, l'anno di remissione, è vicino! e ti spinga ad essere spietato verso il tuo fratello bisognoso, sì da non dargli nulla; poich'egli griderebbe contro di te all'Eterno, e ci sarebbe del peccato in te".
Perché questo è importante?
I debiti e in particolare l’interesse fanno sì che i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, e tutto questo avviene molto velocemente.
Ciò causa molta instabilità nella società.
Proprio perché la nostra società non sta dando alle persone i loro diritti economici naturali, i debiti devono essere cancellati.
I debiti onerosi distruggono il futuro delle persone, le quali devono passare tutto il loro tempo ed energie a pagare i debiti.
Questo limita fortemente il contributo che possono dare alla società e rende molto difficile o impossibile per loro, seguire i loro desideri e i loro sogni e diventare cittadini utili e contributivi.
Questo è il motivo per cui i debiti devono essere cancellati ogni 7 anni.
I paesi del Terzo Mondo, ma oggi anche il Sud Europa, sono la dimostrazione che i debiti non potranno mai essere rimborsati, poiché i debiti generano altri debiti sempre più grandi.
Il pericolo è quello di una grande ricchezza posseduta e controllata da poche persone. 
Il denaro è potere.

L’eccessiva ricchezza nelle mani di pochi causerà estrema povertà, ignoranza, vizio, e la miseria dei molti.

venerdì 7 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA RICCHEZZA LUSSO
ECONOMIA TEOLOGIA RELIGIONE FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
Gruppo multidisciplinare nelle professioni e nei mestieri
Il concetto del gruppo multidisciplinare, sia nelle professioni che nei mestieri, è la costante nellinteragire fra le persone che aderiscono al progetto e lo condividono.
I soggetti hanno in comune letica e la morale cristiana, ma anche quanto occorre nel processo produttivo; questi interagiscono su scala nazionale.
Lamore fraterno non finto è la stella polare dei componenti del gruppo.

Senza letica e la morale cristiana il progetto della condivisione non ha modo di esistere.

mercoledì 19 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE.

In questi giorni pervengono molte richieste di aiuto.
Alcuni chiedono il lavoro per ricevere il regolare salario ed avere il necessario per la famiglia, altri chiedono danaro per progetti teologici o per pagare altre cose non indispensabili.
I primi sono persone semplici che amano la propria famiglia e mirano a soddisfare le necessità col proprio lavoro per non gravare passivamente sulla società.
I secondi chiedono danaro invocando la bibbia e facendo leva su una propria teologia mirata allo scopo, ma di lavoro neanche l’ombra perché la fatica non è il loro forte.
Questi pseudo teologi sorgono come i funghi ed opprimono i bisognosi con delle argomentazioni che nulla hanno a che fare con la dottrina cristiana; i fannulloni che si trasformano in pseudo teologi sono quelli che amano l’economia parassitaria o predatoria.
Queste economie proiettano il più debole sempre al peggio, miseria economica e spirituale.

PIU’ VOLTE E’ STATO DETTO CHE L’ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE SI BASA SUL LAVORO E NON AMMETTE UN ATTEGGIAMENTO PARASSITARIO O PREDATORIO.

venerdì 7 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/24.

 Capire l’economia del mondo ci permette di capire perché le aziende non fatturano, sono in perdita, devono licenziare, e soprattutto ci permette di capire se ciò che ci viene raccontato è vero o falso e prendere di conseguenza delle decisioni. 
Da diverso tempo in Italia si parla del  pareggio di bilancio.
Ce lo impone l’Europa.
Ci hanno detto che se lo Stato spende per noi cittadini e aziende 100 €, ma poi ci tassa 100 €, cioè pareggia il suo bilancio, tutta l’Italia sarà risanata.
Menzogne!
Ci devono spiegare come la gente può vivere ricevendo 100 € e poi ridandoli indietro tutti in tasse. Quindi il pareggio di bilancio risana solo un numero sui computers del Ministero del Tesoro, e rovina il Paese (per il profitto degli speculatori).

All’inizio dell’800 questa trappola l’aveva capita un certo  David Ricardo, un economista britannico della scuola classica (1772-1823).

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
REDDITO DELLE PERSONE
IN ECONOMIA, SPESSO SI PARLA DI REDDITO NAZIONALE, REDDITO MEDIO, E NON DEL REDDITO EFFETTIVO DELLE PERSONE.


Il termine più usato è il reddito medio, questo termine non fotografa la reale distribuzione del reddito ma una media; una persona mangia tutti i giorni gelato e ne consuma 20 Kg., un’altra non mangia alcun gelato, in questo caso la media è 10 Kg./persona anno.
Quindi tutti consumano 10 kg. di gelato all’anno.
La persona che ne consuma 20 kg. viene agevolata perché non viene messa in evidenza la sua golosità, mentre chi non ne mangia affatto gli viene attribuito un consumo di 10 Kg. /anno.
Se fra queste persone qualcuna non si può permettere di comprare il gelato per mancanza di soldi viene ulteriormente penalizzata dalla media in quanto il suo stato di disaggio viene occultato.
Sarebbe meglio pensare di analizzare il reddito pro capite locale e suddividerlo per fasce sociali.
Così potrebbe venir fuori il divario fra veri ricchi e veri poveri, in tal modo si potrebbe aver l’indice della miseria di alcune fasce sociali.
Più è grande il divario fra le due fasce estreme più grande è il potenziale malcontento e quindi anche il potenziale conflitto locale e nazionale.
Il reddito basso non è frutto ideologico o morale, ma potere d’acquisto e quindi capacità del tenore di vita.
NEL PROGETTO DELL’ECONOMIA DI CONDIVISIONE SI MIRA A RIDURRE A MINIMO IL DIVARIO DEL POSSESSO DELLA RICCHEZZA FRA LE VARIE FASCE SOCIALE PER POTER CONCRETIZZARE LA FRATERNITA’ BIBLICA.


L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: "Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi", ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve?
Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta.
Al contrario uno potrebbe dire: "Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede. Lettera di Giacomo 2.
Ebbene si, per manifestare la nostra fede, ci dice la parola di Dio, dobbiamo attuare segni tangibili e testimonianze nella comunità e nella società in cui viviamo.
Impossibile, allora, dirci davvero cristiani se non avvertiamo le molteplici responsabilità a cui il tempo presente ci chiama.
Tutti, intorno a noi, vediamo miseria, povertà, solitudine e sofferenza.
Sin dai tempi di Gesù, la povertà vestiva le strade della sua città.
Il cibo scarseggiava, i bambini e le donne erano le vittime della situazione. Niente è cambiato, forse peggiorato.
Ma non possiamo fare finta di niente.
Molto spesso mi trovo a donare qualcosa a chi è nel bisogno, ma questo è solo una goccia nel mare...ma sempre meglio di niente.
Il testo sopra, estrapolato dalla lettera di Giacomo, ci richiama anzitutto ad una “visibilità” della fede che trova la sua espressione, la sua concretizzazione, la sua esplicitazione nelle opere caritatevoli.
Visibilità della fede non significa ostentazione o esibizione.
Visibilità significa coerenza stretta tra le convinzioni della nostra fede, tra quanto noi professiamo e quanto noi viviamo.
La “professione di fede” non può rinchiudersi nell’ambito intimo della propria interiorità, senza avere uno sbocco, una manifestazione nella concretezza della vita, negli ambiti in cui la vita si esprime e si realizza: scuola, chiesa, comunità.
Un distacco della nostra vita interiore, del nostro cuore, della nostra anima, dalle opere è pressoché impossibile: che lo vogliamo o no, le nostre opere parlano di noi agli altri e dicono più delle nostre "belle" parole.
E questo vale anche per la fede; le nostre opere, le nostre scelte, la nostra vita, dicono la nostra fede, mostrano la nostra fede.

Un atteggiamento su cui dobbiamo assolutamente riflettere...."dimmi cosa fai e ti dirò che cristiano sei!" Dtbg Luisa Lauretta

mercoledì 5 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
CONCETTO DI DEMOCRAZIA NELL’ECONOMIA CONDIVISA.

Quando si parla di democrazia, la prima domanda è: che tipo di democrazia?
In questo caso dobbiamo parlare di democrazia nell’ambito dell’economia condivisa.
In generale, economia significa potere contrattuale e conflittualità, questo perché prevale l’egoismo e non l’altruismo.
Se vi è conflittualità ed egoismo l’economia condivisa non può aver luogo perché i contesti sono incompatibili.
Si può dedurre che dalla condivisione scaturisce la vera democrazia perché non c’è la violenza ed il diritto prevale sul potere, si garantisce il l’eguaglianza e la giustizia al più debole.
La democrazia non può esistere dove ci sono fame e miseria, lusso e privilegi; un chiaro indicatore dello sfruttamento del forte o prepotente sul debole indifeso.

IL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDVISA SORGE PER ELIMINARE QUESTO STATO DI COSE. 

sabato 1 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA DI CONDIVISIONE – DIVERSE ECONOMIE.
IN INATURA E NEL REGNO ANIMALE C’E’ L’ ECONOMIA DELLA PERMANEZA CHE DOMINA.
Sorge spontanea una domanda, l’economia della permanenza è applicabile anche nell’umana convivenza?
A mio avviso occorre una profonda rivoluzione culturale per poter capire ed applicare questo tipo di economia fino a quando l’egoismo dell’uomo prevale sullo spirito di servizio verso gli altri.
Fino a quando il dio denaro è il fine ultimo dell’esistenza questo tipo di economia avrà poca possibilità di successo.
Eppure solo questo tipo di economia può proiettare l’umanità verso la nonviolenza e la pace fra i popoli, ma prima dobbiamo essere noi convinti si seguire questa direttiva e raggiungere tale scopo.
In una lettera ai Romani 1:26-27 si legge: “Perciò Iddio li ha abbandonati a passioni infami: poiché le loro femmine hanno mutato l’uso naturale in quello che è contro natura, e similmente anche i maschi , lasciando l’uso naturale della donna, si sono infiammati nella loro libidine gli per gli altri, commettendo uomini con uomini cose turpi, e ricevendo in loro stessi la condegna mercede del proprio traviamento”

IN GENERALE, LA PERMANENZA DEVE PARTIRE DALL’UOMO O DONNA PER POI PENSARE A QUESTO TIPO DI ECONOMIA; L’ECONOMIA DELLA CONDIVISONE E’ SU QUESTA STRADA.

venerdì 31 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

 Con il termine famiglia si definisce un concetto obsoleto.

Molte famiglie hanno vissuto una separazione e pertanto sono famiglie separate, di conseguenza anche l'economia subisce una separazione con le relative conseguenze, sia in negativo che in positivo.