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giovedì 20 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA RICCHEZZA LUSSO
ECONOMIA TEOLOGIA RELIGIONE FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
L’ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE SECONDO I PRINCIPI EVANGELICI.
Un lettore scrive:
 

Nazzareno Albanesi.
Interessante, ma a volte fuorviante, specialmente quando si parla dei ricchi come tutti predatori.
Ci sono ricchi che aiutano il prossimo ( e chi sennò , poveri che aiutano poveri non l'ho mai saputo ) , la distinzione c'è sempre da farla con chi fa parte della casta, ( persone che si sono fatti eleggere e poi si approfittano ) altrimenti si rischia di discriminare persone ricche ma di buon cuore e fare così di tutta l'erba un fascio. 
Inoltre purtroppo leggo spesso negli slogan delle chiese che l'uomo deve abbattere i tre mostri : avidità, fame di potere e ricchezza.
Questo non fraternizza di sicuro, non per le prime due affermazioni, ma sempre per la terza.
Inoltre tende sempre a far si che l'uomo voli sempre basso, e questo francamente non lo condivido.

Spero di esserti stato utile con la mia riflessione, un abbraccio e a presto. 

mercoledì 19 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE.

In questi giorni pervengono molte richieste di aiuto.
Alcuni chiedono il lavoro per ricevere il regolare salario ed avere il necessario per la famiglia, altri chiedono danaro per progetti teologici o per pagare altre cose non indispensabili.
I primi sono persone semplici che amano la propria famiglia e mirano a soddisfare le necessità col proprio lavoro per non gravare passivamente sulla società.
I secondi chiedono danaro invocando la bibbia e facendo leva su una propria teologia mirata allo scopo, ma di lavoro neanche l’ombra perché la fatica non è il loro forte.
Questi pseudo teologi sorgono come i funghi ed opprimono i bisognosi con delle argomentazioni che nulla hanno a che fare con la dottrina cristiana; i fannulloni che si trasformano in pseudo teologi sono quelli che amano l’economia parassitaria o predatoria.
Queste economie proiettano il più debole sempre al peggio, miseria economica e spirituale.

PIU’ VOLTE E’ STATO DETTO CHE L’ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE SI BASA SUL LAVORO E NON AMMETTE UN ATTEGGIAMENTO PARASSITARIO O PREDATORIO.

domenica 16 febbraio 2014

L'ECONOMIA CONDIVISA - L'ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE.


Di Argentino Quintavalle
Come amministratori della terra di Dio, siamo chiamati ad aver cura della terra e a farla riposare insieme a tutto ciò che vive in essa.
Come amministratori di denaro e di beni, dobbiamo vivere in maniera semplice, praticare aiuto reciproco all'interno della Chiesa, sostenere la giustizia economica, e dare con generosità e con cuore allegro (2Cor.8:13,14; 9:7; Giac.5:4).
Come persone dipendenti dalla provvidenza di Dio, non dobbiamo essere preoccupati per le necessità della vita, ma di cercare prima il regno di Dio (Mat.6:24-33).
Non possiamo essere veri servitori di Dio e lasciare che la nostra vita sia governata dal desiderio di ricchezza.
Siamo chiamati ad essere amministratori nella famiglia di Dio, messi da parte per il servizio di Dio.
Viviamo adesso il riposo e la giustizia che Dio ha promesso (Mat.11:28,29; Apoc.7:15-17).

La chiesa fa questo mentre è in attesa della venuta del Maestro e della restaurazione di tutte le cose nei nuovi cieli e nuova terra. (Fonte: http://home.mennonitechurch.ca/about).

domenica 2 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDVISA
I lettori scrivono:

A Sergio che è favorevole ad un mondo SENZA RELIGIONI dove troverebbe le gioie, ho già risposto in ogni ambiente di G+ e di FB in cui ne ho avuto l'occasione.
SAREBBE ESATTAMENTE IL CONTRARIO DI QUELLO CHE LUI IPOTIZZA.
Già Oggi sono la Maggioranza a non avere il senso religioso e la sua aderenza.
E VEDIAMO CHE MONDO DI GIOIA C'è. !!!
Alle critiche rivolte alla non povertà PAPALE o ECCLESIALE, posso solo esprimere un paragone razionale : è forse la Chiesa un Ente di Beneficienza o qualcosa di simile ad una ONG ?
Perché non richiedere allora al Proprio Comune di appartenenza, dato che si chiama COMUNE di spogliarsi di ogni bene così che sarebbe davvero messa in COMUNE ?
Per Chi non ne fosse a conoscenza : la ragione d'essere della Chiesa è l'annuncio del Vangelo e la salvezza eterna delle Anime.
Per farlo deve esserne in grado con mezzi sufficienti ed adeguati.
Guardiamo alla sostanza e non solo alla ROBA..
GRAZIE
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pietrochag
Il tuo argomento è sicuramente parte dei nostri tempi, tempi in cui 'la crisi' è un termine notevolmente utilizzato per acuire la stessa crisi.
L'accento su cosa si 'deve' fare è posto sotto il punto di vista legato alla religione cristiana, ma non è un buon legame.
Come altri hanno fatto notare, le religioni sono comunque strutture di 'controllo', anche nello stesso buddhismo dal quale ho fatto parte per anni prima di comprenderne le fondamenta che mi hanno portato alla comprensione di questo fatto.
Quando si parla di economia condivisa, ci si dimentica spesso dell'azione, e si rimane imbrigliati nell'argomentare, senza mai agire.
Scegliere come vivere è la partenza dell'azione.
Non considero l'economia ne positiva ne negativa, è semplicemente un mezzo, una energia integrata nei nostri sistemi di vita.
I ladri, gli impoveritori delle masse, esistono perché noi permettiamo che ciò esista, e non venite a dirmi che non è così.
Per fare in modo che queste cose cambino, è necessario cambiare noi stessi, ma non in termini dialettici, non solo scrivendo che le cose devono cambiare, non riempiendo solo pagine di buoni propositi.
Azione.
Fare, prendersi le proprie responsabilità e iniziare a condividere veramente.
Ognuno di noi ha delle piccole possibilità che possono essere attuate, ma pochi lo fanno, perché ci si sente 'fuori luogo' nell'agire contro corrente.
Personalmente, alcuni anni fa ho deciso di agire.
Anche se è pochissimo quello che faccio, lo attuo.
Ho lasciato il lavoro da dipendente, ed ho ripreso a studiare, facendo diversi corsi.
Oggi sono un operatore di EFT, ed opero sul territorio, nel mio paese e nei dintorni.
Vado personalmente a casa delle persone che mi cercano e li aiuto con queste ed altre tecniche a migliorare fisicamente e psicologicamente, parlando, spiegando e cercando di fargli vedere un diverso modo di essere, di vivere con loro stessi.
Non ho alcun 'prezziario'.
Vado gratuitamente.
Non chiedo nulla.
A volte, le sedute si protraggono nel tempo, sei, sette sedute, quando mi chiedono 'quanto voglio' rispondo che non voglio nulla.
A fine trattamento, se mi viene ancora chiesto, dico di darmi quello che vogliono, ed accetto un'offerta, qualsiasi essa sia.
A volte vado via con un cestino di verdure dell'orto, a volte con una forma di formaggio, a volte con qualche euro.
Attuando questo metodo, vivo in una condizione di 'povertà economica'.
Spesso ho difficoltà a pagarmi anche l'ADSL.
Ma è una scelta che ho fatto e mia moglie la condivide.
E' un vivere difficile economicamente, ma non gli diamo molto peso.
Diamo più attenzione alla soddisfazione ed alla gioia di aver aiutato qualcuno a stare meglio.
Per recuperare qualche soldo cerco di vendere i miei corsi, i miei libri, ma non spendendo in pubblicità a pagamento, anche quelli sono minime entrate.
Scegliere di vivere davvero così è difficile.
Si tratta di sapere già in anticipo che si dovrà rinunciare a molte cose.
E non è facile.
Ma una volta effettuata una scelta di questo tipo, il mondo cambia.
Il nostro modo di guardare al mondo, cambia.
Per qualche verso, il necessario viene garantito dallo stesso fatto di essere vivi, e non mancherà mai.
Quello che mancherà, sarà soltanto il superfluo.
Vivere in questo modo non è cristiano o buddhista o altro, vivere in questo modo è vivere.
Ed oggi c'è un sole stupendo! Buona vita a tutti! :)
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Andrea Signorini.
Onore a pietrochag...una risposta che non lascia spazio a repliche ipocrite.
Sarei veramente onorato di conoscerti :-)
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Pietro Bottega.
Di tutta un'erba un fascio ? non sono d’accordo.

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giovedì 16 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
LETTORE SCRIVE:

L’ANELLO PREZIOSO, come le nostre vite davanti a Dio.
Se ti senti scoraggiato o un buono a nulla, allora leggi questo racconto.
Uno studente andò dal suo professore dicendogli: “Mi sento una nullità, non ho la forza di reagire.
Dicono che sono un buono a nulla, che non faccio niente di buono, che sono un idiota.
Come posso migliorare?
Che posso fare perché mi stimino di più?”

Il professore senza guardarlo rispose: “Mi spiace, ragazzo, ma ora non posso aiutarti. Devo prima risolvere un problema mio. Poi, forse.”
Dopo una breve pausa aggiunse: “Se mi aiuti, posso risolvere il mio problema più rapidamente e poi forse posso aiutarti a risolvere il tuo...”

”Certo, professore!” balbettò il giovane.
Il professore si tolse un anello dal mignolo e lo diede al ragazzo: “Monta a cavallo e va’ al mercato. Devi vendere questo anello perché devo pagare un debito. Occorre ricavarne il più possibile. Ma non accettare meno di una moneta d’oro. Va e torna con la moneta al più presto!”

Il giovane prese l’anello e partì.

Appena giunto al mercato cominciò ad offrire l’anello ai mercanti. Essi lo guardavano con qualche interesse, finché il giovane non diceva quanto chiedeva per l’anello.
Quando il giovane menzionava la moneta d’oro, alcuni ridevano, altri se ne andavano senza nemmeno guardarlo; solo un vecchietto fu abbastanza gentile da spiegare che una moneta d’oro era troppo per quell’anello.

Tentando di venire incontro al giovane, arrivarono ad offrirgli una moneta d’argento e una coppa di rame, ma il giovane seguiva le istruzioni di non accettare meno di una moneta d’oro e rifiutava ogni offerta.

Dopo aver offerto il gioiello a tutti quelli che passavano per il mercato, abbattuto dal fallimento salì a cavallo e tornò indietro. Rimpiangeva di non avere una moneta d’oro per poter comprare egli stesso l’anello in modo da liberare dalle preoccupazioni il suo professore e poter così ricevere i suoi consigli.

Giunto in casa, disse: “Professore, mi spiace tanto, ma è impossibile ottenere quello che mi ha chiesto. Forse potrei ottenere due o tre monete d’argento, tutti dicono che il suo valore è molto inferiore e mi hanno riso dietro ma, non si dovrebbe ingannare nessuno sul valore dell’anello, non le pare? “

”E’ importante quello che dici, giovanotto.” rispose sorridendo “Dobbiamo prima sapere il valore esatto dell’anello. Riprendi il cavallo e vai dal gioielliere. Chiedigli a quanto si può vendere l’anello. Ma non importa quanto lo valuterà, non venderlo. Riportalo poi qui.”

Il giovane col solito cavallo andò dal gioielliere e gli chiese di valutare l’anello.
Il gioielliere esaminò l’anello con una lente, lo pesò e disse: “Di’ al tuo professore che se vuole venderlo subito non posso dargli più di 58 monete d’oro.”
“58 MONETE D’ORO!?” esclamò il giovane.
“Sì, “ rispose il gioielliere, “in un altro momento potrei arrivare ad offrire anche settanta monete, ma se ha urgenza di vendere...”

Il giovane corse emozionato a casa del professore per raccontare quel che era successo.
”Siediti.” disse il professore e dopo aver ascoltato tutto il racconto, parlò con calma: “Tu sei come questo anello, un gioiello prezioso e unico. Può essere valutato solo da un esperto. Pensavi forse che qualunque persona fosse in grado di scoprire il suo vero valore?”
Così dicendo, si rimise l’anello al dito.
Tutti noi siamo come quel gioiello. Preziosi e unici, andiamo per tutti i mercati della vita pretendendo che persone inesperte ci valutino. Solo lo specialista, Gesù, il grande Gioielliere, conosce il tuo vero valore.
Dio ci ha comprati a prezzo di sangue ed Egli ci ama come la pupilla dell’occhio Suo e da parte nostra, abbiamo solo il dovere di non buttare al vento la nostra vita peccando ma se Gli siamo fedeli, Dio sarà magnifico in noi!