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giovedì 13 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA RICCHEZZA LUSSO
ECONOMIA TEOLOGIA RELIGIONE FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA PARASSITARIA - "VOGLIAMO MANGIARE IL PANE MA SARANNO I PIU' DEBOLI A FATICARE PER QUESTO" (IL PANE A NOI E LA FATICA A VOI INDIFESI).

I TESSALONICESI 4:6 "che nessuno opprima il fratello né lo sfrutti negli affari"

San Paolo mette i guardia i componenti della comunità a non pensare di opprimere il fratello nella propria vita, senza richieste tese a limitare la libertà della persona; non era concepita la schiavitù dei popoli e delle persone in genere.
Un altro avvertimento viene dato anche per quel che riguarda lo scambio dei beni pensando di approfittare nei confronti del prossimo che si pu
Un altro avvertimento viene dato anche per quel che riguarda lo scambio dei beni pensando di approfittare nei confronti del prossimo che si può trovare in una situazione di debolezza contrattuale.Alcune persone si comportano, nel mondo degli affari e nel rapporto con il prossimo, come dei parassiti che pensano alla propria vita ma non a quella della pianta aggredita che inesorabilmente sarà destinata a morire perché gli è stato succhiato il necessario per poter vivere.Occorre prendere le contromisure nei confronti dei parassiti altrimenti il declino dell'umanità diviene inesorabile e la povertà esploderà ed i conflitti aumenteranno.

IL PRINCIPIO DEL NON SFRUTTAMENTO DEL FRATELLO E' ALLA BASE DEL PROGETTO DELL'ECONOMIA CONDIVISA.


lunedì 17 febbraio 2014

L'ECONOMIA CONDIVISA - L'ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE.
Una lettrice scrive:


Seguo i vari commenti che fanno  le persone  purtroppo disperate, e come già ho detto ,non è  tutto  falso ciò che dicono, riscontro questa freddezza nei credenti , una strana freddezza che non aiuta a credere.... a me personalmente veniva sempre detto: tu sei forte, vedrai  che tutto si aggiusta... e poi restavo sola nella mia sofferenza ,che non  dico, perché ormai superata , ma certo mi ha lasciata cicatrici che si vedono ancora..
Io personalmente  credo che il credo non deve compromettersi con i credenti, ognuno  cresce come può.
Il problema è  che l'uomo  non si commuove quasi più di fronte alla sofferenza altrui,  è stanco di soffrire, non intende dare più perché è anche stato derubato di quel poco che aveva, e da chi? 
Da quelli proprio che parlano di bene ed altruismo..
Mi sono messa più volte in discussione, la cosa che più mi ferisce è l'INDIFFERENZA  degli uomini,  lo sfruttamento, perché la persona che ha bisogno veramente è discreta ed è anche timida, finge di aver mangiato, pochissimi hanno il coraggio di stendere la mano....e quei pochi sono manipolati(  sappiamo ).
Dio è amore,  e per me, dobbiamo sperare che Dio dimori nel cuore degli uomini nuovamente, solo cosi, avremo compassione gli uni degli altri, il problema ora non è l'ECONOMIA CONDIVISA, MA è RITORNARE AD INVOCARE DIO E LA SUA  BENEDIZIONE , MISERICORDIA, DANDOCI LA POTENZA  DEI FIGLI DI DIO, SOLO COSI,  RITROVEREMO LA VIA GIUSTA E CI RICONOSCEREMO FRATELLI...
DIVERSAMENTE è SOLO UNA POVERISSIMA  ELEMOSINA SENZA VALORE...
LASCIAMO FARE ALLO SPIRITO SANTO, LUI CERTO CI AIUTERA', FARA' MIRACOLI.....

IO CREDO  CHE SOLO CON LA FEDE  RISOLVEREMO  IL PROBLEMA .

mercoledì 5 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
CONCETTO DI DEMOCRAZIA NELL’ECONOMIA CONDIVISA.

Quando si parla di democrazia, la prima domanda è: che tipo di democrazia?
In questo caso dobbiamo parlare di democrazia nell’ambito dell’economia condivisa.
In generale, economia significa potere contrattuale e conflittualità, questo perché prevale l’egoismo e non l’altruismo.
Se vi è conflittualità ed egoismo l’economia condivisa non può aver luogo perché i contesti sono incompatibili.
Si può dedurre che dalla condivisione scaturisce la vera democrazia perché non c’è la violenza ed il diritto prevale sul potere, si garantisce il l’eguaglianza e la giustizia al più debole.
La democrazia non può esistere dove ci sono fame e miseria, lusso e privilegi; un chiaro indicatore dello sfruttamento del forte o prepotente sul debole indifeso.

IL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDVISA SORGE PER ELIMINARE QUESTO STATO DI COSE. 

martedì 4 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/33.

Ma perché, esattamente, i lavoratori diventeranno esasperati?
Non solo per lo sfruttamento, ma anche per due altri motivi:
A)   I lavoratori producono un valore, parte di questo serve loro per vivere, ma una buona parte è in più, è un plus, e questo plus finisce nelle mani dei padroni.
B)    Marx lo chiama il plus valore.
C)    I lavoratori hanno diritto a dividersi anche quel plus valore, dice Marx, e quindi inevitabilmente si solleveranno per impossessarsene. Marx definisce saggio di sfruttamento il rapporto tra profitto (plusvalore) e salari pagati ai lavoratori.
B) Ma questo plus valore può essere prodotto ovviamente solo da lavoratori in carne e ossa (lavoro vivo), osserva Marx.
Perché?
Perché il plus valore per essere un valore deve poi essere venduto, per far incassare un profitto.
Quindi ci devono essere stipendiati vivi che lo comprano.
Ma a quel tempo, fine ’800, i capitalisti stavano sempre più sostituendo il lavoro vivo con le macchine (lavoro morto).
Quindi Marx predisse che le macchine non avrebbero potuto produrre il plus valore, ma non perché fisicamente non potessero, ma solo perché, come detto, il plus valore è tale solo se alla fine qualcuno lo compra. 
Quindi se sono i lavoratori stipendiati a produrlo va bene, perché poi lo comprano, ma se sono le macchine no, perché le macchine non vanno a fare la spesa.
Quindi il plus valore prodotto dalle macchine praticamente non ha valore, rimane invenduto (con sempre meno lavoratori stipendiati che lo comprerebbero), e così i capitalisti perdono capitali.
Ma se i capitalisti, che usano sempre più macchine, perdono capitali, finiscono per fallire e l’economia piomba nel baratro.
A quel punto i lavoratori diranno basta! e si solleveranno.

Marx è più complesso degli altri economisti, e quindi lo facciamo in due parti.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/32.

Marx arriva sulla scena intorno al 1860 come importante pensatore, e formula la sua teoria del valore del lavoro.
Cosa significa?
Gli economisti si erano sempre arrovellati attorno alla domanda "ma chi produce la ricchezza?" e ovviamente ai tempi dei Re e dei nobili la risposta era "i Re e i nobili parassiti", per forza, perché agli studiosi di allora non passava minimamente per la testa che il popolo avesse una qualche funzione se non quella animale.
Marx fu il primo a guardare alla questione con intelligenza e rispose così: "La ricchezza la crea solo i lavoratori, che passano la vita a lavorare, e l’unico motivo per cui essa è nelle mani dei Re e nobili è perché questi se la rubano con la forza e li sfruttano".
Marx ritiene che in un sistema economico capitalistico il profitto nasca dallo sfruttamento dei lavoratori da parte di chi possiede il capitale.
Marx dice inoltre che qualsiasi produzione non può che partire dall’avere denaro, poi con quello si fanno le fabbriche e si producono cose, le quali vengono vendute e così si ritorna al denaro.
Formula: DENARO – PRODUZIONE – DENARO.
Perché è importante?
Perché cento anni dopo tutto questo verrà ribaltato da altri economisti con fini anti-sociali.
Adesso veniamo alla famosa storia della lotta di classe e del capitalismo che collasserà, secondo le sue previsioni.
Come Ricardo, anche Marx ritiene che il lavoro sia l’unica fonte di valore dei beni, ma a differenza di Ricardo egli è convinto che il frutto del processo lavorativo spetti interamente al lavoratore.
Il profitto dunque nascerebbe da un’appropriazione indebita di ricchezza da parte del capitalista e sarebbe all’origine del conflitto tra le classi sociali, conflitto che egli chiama appunto lotta di classe.
La base del suo ragionamento è semplice: siccome sono i lavoratori che alla fine producono tutta la ricchezza, questi un bel giorno capiranno che non hanno bisogno dei capitalisti, o dei Re e dei nobili, che li sfruttano e basta, e si solleveranno per cacciarli.
Dopo di che i lavoratori diventeranno i proprietari dei mezzi di produzione.

Questo sarà il Socialismo.

martedì 28 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
ECONOMIA MODERNA - ATTUALE. (GUERRE=EGOISMO)
DI ARGENTINO QUINTAVALLE /15.

Adam Smith
In altre parole, secondo Smith, il libero dispiegarsi delle iniziative individuali non genera caos, ma un ordine naturale desiderabile. Da questo è stata tratta la conclusione che se si lascia tutto – economia, ospedali, servizi, scuole, pensioni, banche ecc. – in mano al Mercato, esso guiderà tutto infallibilmente con la sua Mano Invisibile.
Anche questo non corrisponde al vero.
Merita di essere segnalata l'interpretazione del concetto di mano invisibile data dal noto giurista italiano Guido Rossi (da un'intervista del 6 giugno 2008 alla Repubblica): "Uno dei suoi concetti più equivocati è quello della mano invisibile.
Nella vulgata si è imposta l'idea che Adam Smith con la mano invisibile abbia inteso dire che il mercato deve essere lasciato a se stesso perché raggiunge automaticamente un equilibrio virtuoso. La mano invisibile è diventato l'argomento principe in favore di politiche di laissez-faire, fino ai neoliberisti.
In realtà Adam Smith prende a prestito l'immagine della mano invisibile, con molta ironia, dal terzo atto del Macbeth di Shakespeare.
Macbeth parla della notte e della sua mano sanguinolenta e invisibile che gli deve togliere il pallore del rimorso prima dell'assassinio.
Smith ha preso in giro ferocemente quei capitalisti che credevano di avere il potere di governare i mercati.
Tra l'altro Adam Smith capì allora che la Cina sarebbe tornata ad essere una grande potenza dell'economia mondiale, e auspicò una sorta di Commonwealth universale per governare il nuovo ordine internazionale".
Di certo Adam Smith non disse mai di lasciare tutto nelle mani del Libero Mercato.
Anzi.
Perché è importante Adam Smith?
Per due motivi.
Primo perché fu il primo a concepire un’economia fatta dalla gente e non solo basata sullo sfruttamento dei potenti; secondo perché fu il primo a capire che i capitalisti borghesi non sono affidabili senza un controllo su di loro.

martedì 15 ottobre 2013

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
Lettrici / Lettori scrivono:


Giorgio Massidda
Posso solo dirti che condivido quasi per intero il tuo punto di vista.
Quelli che non condivido sono molto pochi, tipo il fatto che ci si dovrebbe unire ad altri che la pensano allo stesso modo, non isolarsi chiudendosi in famiglia.
Condividere è spesso motivo di paura perché aumenta le incertezze e si pensa di poter venire sfruttati.
A prescindere dal fatto che si può sempre mettere fine allo sfruttamento, credo che bisognerebbe cercare di creare un gruppo basato su questi principi, un gruppo che conviva, che produca per sè e per gli altri.
Forse non sarà un gruppo ricco, ma certamente sarà felice proprio perché vive secondo gli schemi per i quali siamo stati creati.

Buona vita!

mercoledì 26 giugno 2013

L'ECONOMIA DI CONDIVISIONE - DEMOCRAZIA

CONCETTO DI DEMOCRAZIA NELL’ECONOMIA  CONDIVISA.

  
Quando si parla di democrazia, la prima domanda è: che tipo di democrazia?
In questo caso dobbiamo parlare di democrazia nell’ambito dell’economia condivisa.
In generale, economia significa potere contrattuale e conflittualità, questo perché prevale l’egoismo e non l’altruismo.
Se vi è conflittualità ed egoismo l’economia condivisa non può aver luogo perché i contesti sono incompatibili.
Si può dedurre che dalla condivisione scaturisce la vera democrazia perché non c’è la violenza ed il diritto prevale sul potere, si garantisce il l’eguaglianza e la giustizia al più debole.
La democrazia non può esistere dove ci sono fame e miseria, lusso e privilegi; un chiaro indicatore dello sfruttamento del forte o prepotente sul debole indifeso.

IL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDVISA SORGE PER ELIMINARE QUESTO STATO DI COSE. 

lunedì 17 giugno 2013

PROGETTO DELL'ECONOMIA CONDIVISA - LA PAROLA

ECONOMIA PARASSITARIA - "VOGLIAMO MANGIARE IL PANE MA SARANNO I PIU' DEBOLI A FATICARE PER QUESTO" (IL PANE A NOI E LA FATICA A VOI INDIFESI).

I TESSALONICESI 4:6 "che nessuno opprima il fratello né lo sfrutti negli affari"

San Paolo mette i guardia i componenti della comunità a non pensare di opprimere il fratello nella propria vita, senza richieste tese a limitare la libertà della persona; non era concepita la schiavitù dei popoli e delle persone in genere.
Un altro avvertimento viene dato anche per quel che riguarda lo scambio dei beni pensando di approfittare nei confronti del prossimo che si può trovare in una situazione di debolezza contrattuale.
Alcune persone si comportano, nel mondo degli affari e nel rapporto con il prossimo, come dei parassiti che pensano alla propria vita ma non a quella della pianta aggredita che inesorabilmente sarà destinata a morire perché gli è stato succhiato il necessario per poter vivere.
Occorre prendere le contromisure nei confronti dei parassiti altrimenti il declino dell'umanità diviene inesorabile e la povertà esploderà ed i conflitti aumenteranno.

IL PRINCIPIO DEL NON SFRUTTAMENTO DEL FRATELLO E' ALLA BASE DEL PROGETTO DELL'ECONOMIA CONDIVISA.

lunedì 20 maggio 2013

FORMAZIONE - LAVORO - FRATELLANZA - CARCERI

 RAPPORTO TRA MONDO CRISTIANO E LE PRIGIONI

Ebrei 13:3 Ricordatevi dei carcerati come se foste in carcere con loro; di quelli che sono maltrattati, ricordando che anche voi siete nel corpo.

Matteo 25:36 fui ignudo, e mi rivestiste; fui infermo, e mi visitaste; fui in prigione, e mi veniste a trovare.

Quanto sopra riportato mette in evidenza quale deve essere il rapporto dei cristiani con le prigioni.
Si è invitati a non dimenticarci di loro e che anche noi abbiamo un corpo.
Gesù mette in risalto che è una buona cosa andare a trovare i carcerati.
Un cristiano mi diceva che alcuni di loro hanno paura di uscire perché pensano di trovare un mondo ostile.
In particolare, il timore è di non poter trovare lavoro e trovarsi nella disperazione.
NEL PROGETTO DELL'ECONOMIA CRISTIANA - CONDIVISA E' PREVISTA LA FORMAZIONE E L'INSERIMENTO DI QUESTE PERSONE NEL MONDO PRODUTTIVO.



sabato 18 maggio 2013

ATTUAZIONE DELLA CONDIVISIONE ECONOMICA

 NESSUNO SOVERCHI IL FRATELLO



I TESSALONICESI 4:6; "e che nessuno soverchi il fratello né lo sfrutti negli affari; perché il Signore è un vendicatore in tutte queste cose, siccome anche v'abbiamo innanzi detto e protestato".

In questo verso, l'Apostolo Paolo, parla di soverchierie, di fratellanza, di sfruttamento.
Questi sono i concetti alla base dell'ECONOMIA CONDIVISA, non ci può essere autentica fratellanza se si pratica lo sfruttamento e la soverchieria (attitudine egoistica).

Praticare l'economia condivisa significa praticare l'autentico cristianesimo.

I pseudo teologi la pensano diversamente.