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martedì 25 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA – GLI ESSENI
CHI ERANO GLI ESSENI? – NUOVA SCOPERTA.
DI ARGENTINO QUINTAVALLE /11.


Significato della nuova scoperta.
I rotoli di Qumran, e ora, il recente ostracon dato alla luce, sono in grado di chiarire quello che si legge in Atti 2-5.
I credenti «avevano ogni cosa in comune; e vendevano le possessioni e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno» (Atti 2:44,45).
Una delle figure centrali della comunità di Gerusalemme era un Levita di Cipro di nome Giuseppe, che gli apostoli hanno soprannominato Barnaba.
Questi era lo stesso Barnaba che più tardi divenne compagno di viaggio di Paolo.
Barnaba «avendo un campo, lo vendé e portò i danari e li mise ai piedi degli apostoli» (Atti 4:37).
Era cosa comune nella prima chiesa di Gerusalemme che «tutti coloro che possedevano poderi o case li vendevano, portavano il prezzo delle cose vendute, e lo mettevano ai piedi degli apostoli; poi, era distribuito a ciascuno, secondo il bisogno» (Atti 4:34,35). In Atti 5:1-10 viene raccontata una storia tragica: Anania e sua moglie Saffira sono morti dopo che hanno finto di dare alla comunità l’intero prezzo di vendita di un loro podere.
La situazione economica della chiesa Gerusalemme è dunque simile a quella che è riportata nel Manuale di Disciplina 6:17-23 e specialmente nell’ostracon.
Tutto ciò è molto significativo per la storicità di Atti e del Vangelo di Luca, la prima parte del libro (Luca-Atti) scritto da Luca.

È plausibile che quando Barnaba e Anania e Saffira hanno fatto i loro doni alla comunità di Gerusalemme, essi abbiano dovuto firmare un documento legale simile all’atto di donazione di Honi recentemente scoperto a Qumran.

domenica 26 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA – GLI ESSENI
CHI ERANO GLI ESSENI? – NUOVA SCOPERTA.
DI ARGENTINO QUINTAVALLE /11.


Significato della nuova scoperta.
I rotoli di Qumran, e ora, il recente ostracon dato alla luce, sono in grado di chiarire quello che si legge in Atti 2-5.
I credenti «avevano ogni cosa in comune; e vendevano le possessioni e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno» (Atti 2:44,45).
Una delle figure centrali della comunità di Gerusalemme era un Levita di Cipro di nome Giuseppe, che gli apostoli hanno soprannominato Barnaba.
Questi era lo stesso Barnaba che più tardi divenne compagno di viaggio di Paolo.
Barnaba «avendo un campo, lo vendé e portò i danari e li mise ai piedi degli apostoli» (Atti 4:37).
Era cosa comune nella prima chiesa di Gerusalemme che «tutti coloro che possedevano poderi o case li vendevano, portavano il prezzo delle cose vendute, e lo mettevano ai piedi degli apostoli; poi, era distribuito a ciascuno, secondo il bisogno» (Atti 4:34,35). In Atti 5:1-10 viene raccontata una storia tragica: Anania e sua moglie Saffira sono morti dopo che hanno finto di dare alla comunità l’intero prezzo di vendita di un loro podere.
La situazione economica della chiesa Gerusalemme è dunque simile a quella che è riportata nel Manuale di Disciplina 6:17-23 e specialmente nell’ostracon.
Tutto ciò è molto significativo per la storicità di Atti e del Vangelo di Luca, la prima parte del libro (Luca-Atti) scritto da Luca.

È plausibile che quando Barnaba e Anania e Saffira hanno fatto i loro doni alla comunità di Gerusalemme, essi abbiano dovuto firmare un documento legale simile all’atto di donazione di Honi recentemente scoperto a Qumran.

venerdì 24 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.


MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA – GLI ESSENI
CHI ERANO GLI ESSENI? – STRETTA OSSERVANZA
DI ARGENTINO QUINTAVALLE /7.


Appena pubblicata, l’iscrizione su un coccio scoperto a Qumran ci mostra un parallelo sorprendente di una pratica della prima comunità dei seguaci di Gesù.
Secondo il Libro di Atti, i membri della chiesa primitiva hanno venduto i loro beni e hanno distribuito il ricavato secondo le necessità di ciascuno.
Le loro ricchezze [gli Esseni] essi disprezzavano, e la loro comunione di beni è veramente ammirevole; non troverete tra di loro chi si distingue per opulenza.
Essi hanno una legge che i nuovi membri ammessi alla setta conferiscano le loro proprietà all’ordine, con il risultato che non vedrete da nessuna parte la povertà, o povertà degradante o ricchezza sregolata; i beni di ognuno vengono messi insieme agli altri e tutti, come fratelli, godono di un unico patrimonio (Giuseppe Flavio, Guerra 2:122-123).
E la moltitudine di coloro che avevano creduto, era d’un solo cuore e di un’anima sola; né v’era chi dicesse sua alcuna delle cose che possedeva, ma tutto era comune tra loro… Poiché non v’era alcun bisognoso fra loro; perché tutti coloro che possedevano poderi o case li vendevano, portavano il prezzo delle cose vendute, e lo mettevano ai piedi degli apostoli; poi, era distribuito a ciascuno, secondo il bisogno (Atti 4:32,34,35).
Un ostracon recentemente scoperto sul sito Esseno di Qumran è di primaria importanza per comprendere lo sviluppo della chiesa primitiva di Gerusalemme.1
Il teologo olandese Hugo Grotius (1583-1645) aveva già osservato nel suo commentario al Nuovo Testamento2 la somiglianza tra la descrizione neotestamentaria della comunione dei beni della chiesa di Gerusalemme (Atti 2:44,45) e la descrizione di Giuseppe della comunione dei beni degli Esseni (Guerra2:122-123).
Nel suo commento di Atti 2:44, Grotius ha messo insieme tutto il materiale degli autori antichi pertinenti a questo argomento.

 Gli episodi riguardo Barnaba (Atti 4:36,37) e Anania e Saffira (Atti 5:1-11) sono anch’essi illuminati dal coccio appena scoperto a Qumran.

mercoledì 15 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
RILFESSIONE SULLA CONDIVISIONE:

 Il cristianesimo deve essere basato sull'amore.
Incominciamo da noi.
Lasciamo stare la politica partitica.
Loro mirano al potere per i propri interessi.
Non perché hanno amore per il prossimo.
Si deve pensare a far sorgere unità produttive dove vige l'amore e non l'egoismo.
L'amore per il prossimo lo dobbiamo espletare anche nel mondo del lavoro.
Non vogliamo avere a che fare con i furbi ed i fannulloni.
Negli Atti degli Apostoli è riportata la fine che fecero i furbi, Anania e Saffira.
Dobbiamo scongiurare le truffe che non sono ammesse nel concetto della condivisione.
Truffe = furbi.
Dove c'è l'amore non c'è la truffa.
Ognuno deve lavorare onestamente e portare a casa il giusto.
Nessuno deve essere superiore all'altro.
I furbi commercianti devono cambiare mestiere, la filiera deve essere produttore consumatore.
L'agricoltore ed il commerciante finale devono sedersi attorno allo stesso tavolo.
Dobbiamo cercare di ridurre al massimo lo scompenso tra produttore e consumatore.
Lo stipendio del commerciante deve essere uguale a quello dell'agricoltore.
Se siamo uniti nell'amore, le cose cambieranno.
Dobbiamo pregare affinché Dio si serva di governanti timorati dalla sua parola.
IL prodotto viene venduto direttamente al consumatore, si tolgono le spese ed il resto rimane tra l'agricoltore ed il rivenditore, tutto alla luce del sole.
Non ci saranno due contabilità, ma una sola.
Le spese ed i ricavi vengono ripartiti ugualmente fra produttore e commerciante.
Diviene una stessa famiglia, uno figlio fa l'agricoltore e l'altro il commerciante, l'ingegnere, ecc..
Se le cose vanno bene, vanno bene per tutti.
Nella chiesa primitiva tutti lavoravano, ognuno col proprio talento.
Esempio: I coltivatori aprono un punto vendita a Milano, il prodotto parte dal luogo della produzione e si porta a Milano.
Il ricavato e le spese si mettono sullo stesso tavolo.
Chi coltiva e chi vende deve fare parte, economicamente, della stessa famiglia.
Se questo non avviene, allora siamo in presenza di truffatori o furbi, è inutile parlare di condivisione.
Se in venditore fa il furbo, lo si fa cambiare mestiere, come Anania e Saffira.
La mafia deve cambiare strada.
Con la condivisione si viene a formare una famiglia azienda.
Altrimenti che fratelli siamo?
Di nome non di fatto.

Ad esempio: 10 fratelli, per esempio, si mettono assieme e formano un’azienda e fra questa azienda c'è anche la persona che si occupa della vendita al dettaglio del prodotto.