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mercoledì 22 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
DIALOGO CON UNA LETTRICE:
 

Gli unici che si attengono a quello che è scritto nella Bibbia sono gli Ebrei.
Ebrei messianici anche al Nuovo Testamento.
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Noi non facciamo distinzione.
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Ovviamente parlo per esperienza, si beati voi
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Insieme possiamo iniziare un percorso per il cambiamento...non è semplice...
Ti consiglio di far conoscere la tua esperienza anche a gli altri.
Uno dei mezzi può essere il blog.
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E cosa dovrei raccontare?
Ma nella Bibbia chi sono i salvati?
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Questo aspetto teologico è interessante, ma molto complesso e nello stesso tempo semplice.
Potresti raccontare la tu esperienza cristiana nel mondo economico.
Confronto tra l'economia praticata dalla chiesa primitiva e quella che viene praticata oggi nel mondo cristiano odierno.
Domanda: quale economia dovrebbero praticare i credenti?
Cosa dovremmo fare per avere una economia equa?
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Di sicuro, come prima cosa,  preoccuparmi se il mio fratello o sorella può mangiare , vestirsi pagare le bollette, ecc…
Però anche se non può ecco che si deve interpellare Dio.
In 4 chiese qui nel mio paese mi hanno chiesto solo soldi o hanno preso in altra maniera (parlo dei pastori) al momento del bisogno ci si deve invece rivolgere a Dio, questa è la mentalità.
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Si deve dare risposta a tutti questi interrogativi che scaturiscono dallo stato di necessità immediata e duratura.
La mentalità da te ricordata la dobbiamo lasciare a chi vuole continuare a pensarla in questo modo, noi pensiamo in modo diverso come in modo diverso la pensavano i primi cristiani.
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Si, comunque Gesù diceva di dare da mangiare, bere e vestiti.
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Inizialmente hai menzionato quelli che salgono sul pulpito...
Li dobbiamo lasciare e non contendere con loro.
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Ok, ma loro hanno tante persone nelle loro mani...
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Certo che dobbiamo dare da mangiare e vestire nell'immediato, ma dobbiamo pensare al cambiamento per avere un regolare lavoro e quindi una equa retribuzione; ci sono più gradi d'intervento.
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Già autoprodursi
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Si, certamente.
E' come una persona malata, prima si pensa alla cura, ma poi viene mandata a casa e diviene autonoma...
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Si è trovare la cura?
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Se io amo il prossimo come me stesso vuol dire che lo devo portare alla stessa mia posizione sociale ed economica.
Ognuno nel proprio ruolo e secondo le proprie capacità.
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Se io ragiono come te non posso pensare ad una cosa del genere perché la mia posizione sociale ed economica non è delle migliori,
non posso pensare di portare il mio prossimo al mio livello.
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Può capitare che quello che sai fare te non lo so fare io e quello che so fare io non lo sai fare te.
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Sulle abilità, conoscenze, ecc… va bene, ma dal punto di vista dell'economia no.
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Se queste due persone interagiscono con l'amore si viene a creare una simbiosi per il bene di tutte e due.
Abbiamo le idee chiare.
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Si è vero.
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Esempio: io, te ed altre 10 persone facciamo sorgere un soggetto produttivo dove tutti lavoriamo ed ognuno si porta a casa, in modo equo, una regolare retribuzione di base, alla fine dell'anno o durante l'anno si tirano le somme.
L'ideale sarebbe che l'autocontrollo o monitoraggio avvenisse ogni settimana.
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Ovviamente tutti devono lavorare allo stesso modo...hai detto che non ci sono furbi, e fin qui è perfetto.
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No, i furbi devono cambiare strada...
I sedicenti pastori devono lavorare anche loro, non devono battere cassa...
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Magari… sono d'accordo
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Questi sono gli obiettivi del progetto.
Abbiamo gli esperti sia in campo giuridico che economico, tecnicamente ci seguono, sempre col medesimo spirito.
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Un bel progetto,  se posso essere utile in qualcosa fammi sapere.
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La prima tappa, quella odierna, è l'informazione; la seconda tappa è la formazione; la terza tappa è il lavoro.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA – GLI ESSENI
CHI ERANO GLI ESSENI? – LORO STILE DI VITA.
DI ARGENTINO QUINTAVALLE /3.

Stile di vita
L'aspetto più sorprendente degli Esseni era il loro stile di vita comunitario.
Le loro regole sono state spiegate in dettaglio nel «Manuale di Disciplina», un documento trovato nelle grotte di Qumran nel 1947.
La comunità condivideva la comunione dei pasti, non c’era chi possedeva proprietà private ed avevano depositi in comune per cibo ed acqua.
L'ascetismo era visto come parte essenziale della santità, e mangiavano un cibo molto semplice.
Gli Esseni vivevano in tende e in grotte lungo le coste del Mar Morto, pregando e lavorando insieme in una casa comune.
La maggior parte dei membri lavoravano come coltivatori, altri erano pastori e vasai, ed altri scribi, con lo scopo di trasmettere le Scritture e gli scritti della setta.
Quando non lavoravano, gli Esseni indossavano dei vestiti bianchi di lino.
Gli Esseni non possedevano schiavi: «Non c’è alcun schiavo tra loro, tutti sono liberi, in quanto lavorano gli uni per gli altri» (Filone, Quod Omnis Probus Liber 79).
Molta importanza veniva data alla preghiera in comune e allo studio.
Rompere le regole della setta avrebbe portato ad una riduzione di cibo o anche alla scomunica.
Il peccato della conversazione futile, per esempio, comportava l’espulsione dalla comunità per tre mesi, mentre quelli che venivano sorpresi a mormorare contro i responsabili venivano espulsi per sempre dalla fratellanza.
La scomunica permanente poteva significare la morte dato che la maggioranza dei membri avevano giurato di osservare le leggi dietetiche della setta.
Piuttosto che rompere i loro voti a Dio e consumare quello che essi pensavano essere cibo impuro, alcuni Esseni destituiti si sono ridotti a mangiare le erbe dei campi.
Inutile dire che quelli che cercavano di sopravvivere in questa maniera, alla fine morivano per denutrizione.
Nonostante la natura comunitaria della società Essena, essa era lontana dall’uguaglianza.
Giuseppe parla di quattro gradi all’interno degli Esseni, e ogni membro veniva esaminato annualmente da uno speciale comitato, con promozioni e degradazioni stabilite con voto.
Inoltre, essi erano divisi in tribù, migliaia, centinaia e decine come descritto nel libro dei Numeri.
Tutti i membri della setta venivano sorvegliati da ispettori che controllavano ogni aspetto della vita della comunità.
Un po’ come il vescovo della chiesa iniziale, l’ispettore forniva la guida religiosa e l’istruzione agli iniziati. 

martedì 21 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
DIALOGO CON UNA LETTRICE:

Noi non crediamo alle etichette che non salvano l'uomo.
Abbiamo tenuto un convegno nazionale ed abbiamo invitato tutti.
Pensiamo che l'amore per Dio ed il prossimo non possa essere ostacolato dall'appartenenza a questa o quella comunità.
Noi amiamo i fratelli/sorelle/prossimo non le etichette.
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Si sono d'accordo con te...stai scrivendo ad una persona che non frequenta nessuna chiesa.
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Mi fa piacere che sei d'accordo.
Hai visitato il mio blog.?
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Non so dove è questo blog
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http://economiacondivisa.blogspot.nl/
basta cliccare.
Se ti va, scrivi qualcosa nella sezione commenti oppure qui.
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Si sto leggendo...ah non so da 2 settimane circa si fa sempre più strada dentro di me che la maniera migliore per andare avanti è quella di ritornare a coltivare la terra...nella Bibbia ci sono molti esempi di terra e di frutti.
Perché dai importanza all'economia?
Per via della crisi? (che comunque io non percepisco) come stavo sto, anzi ora sto meglio...
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Il progetto scaturisce dalla meditazione dei primi capitoli degli Atti degli Apostoli, riteniamo che l'amore per il prossimo passa anche dall'economia.
Il problema non è mio, personalmente ed egoisticamente potrei farne a meno di dedicare del tempo a questo progetto.
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Se è un progetto valido porterà i suoi frutti.
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Noi siamo convinti.
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Purtroppo a non tutti piace l'economia, è un pò noiosa.
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Dal primo all'ultimo giorno della propria vita l'uomo parla sempre di economia.
Quando si nasce pensa la mamma ed il papà a parlare di economia.
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Ah si?
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Comprare i pannolini è un fatto economico perché si deve mettere la mano nel proprio porta moneta...
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Ah già...ehehh
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Quando si va al supermercato si parla di economia...
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Si ma a questo punto economia nel senso di risparmiare.
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L'economia è il costante rapporto o dialogo col mio portamoneta.
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Ah ok ho capito...ah io ho un dialogo molto limitato.
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Il portamoneta a sua volta deve dialogare col salario derivante dal lavoro.
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Ah e allora non c'è dialogo...sono in rotta.
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Ecco che nasce il binomio lavoro - condizione economica.
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Ecco...ma spesso sono impari.
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La risposta ai bisogni economici deve venire dal lavoro di tutti i giorni.
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Si in base a quello che guadagno posso spendere.
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San Paolo dice: chi non lavora non deve neanche mangiare.
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Ecco vaglielo a dire a quei pastori evangelici che non lavorano e vivono con le decime dei fratelli e sorelle.
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Non mangiare significa lasciare questa terra, allora dobbiamo pensare al lavoro ed a una equa remunerazione.
Quei pastori evangelici sono avvisati.
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Equa? Magari.
Non si ha a che fare sempre con gente onesta.
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Nel mio blog. questo è spiegato.
Se non si è onesti non si può essere cristiani e noi con i furbi non abbiamo nulla da spartire.
Nella chiesa primitiva i furbi non erano ammessi.
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Eeeeh...le peggior pugnalate alle spalle le ho avute proprio da chi dice di essere cristiano, ecco perché voglio ritornare alle radici
e ho lasciato la chiesa cristiana.
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La chiesa cristiana non si deve mai lasciare.
Tutto dipende cosa intendi per chiesa.
La chiesa è l'insieme di persone che amano e temono Dio.
Le mura non mi servono.
Va bene anche sotto un albero.
E' l'amore il collante non le regole di questa o quella comunità.
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La chiesa può essere anche strutturata vicino ad un albero non necessariamente in un locale tra 4 mura, ovviamente ciò che io non condivido sono gli insegnamenti.
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Concordo.
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I "pastori" devono studiare, perché possono fare dei seri danni alle persone.
Io non mi pento di essere uscita dalla chiesa cristiana e mai più ci ritornerò e guai se non lo avessi fatto...
Mi sento una privilegiata perché Dio mi ha tratto fuori.
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Dipende se l'etichetta messa nel contenitore è corrispondente al contenuto.
Io sul contenitore posso applicare qualsiasi etichetta, ma il contenuto...?
L'insegna all'ingresso di un locale non mi impressiona...
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Appunto non voglio più fare test per trovare amare sorprese
ma ci devi entrare per vedere che tipo di contenuto è.
Io sono entrata in troppi locali e ho visto abbastanza.
Certo che ci devo entrare...
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Certo che si deve entrare.
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E poi?
Sei uno di quelli che si deve sempre scottare?
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Solo per verificare se il contenuto coincide con l'etichetta incollata all'esterno del contenitore.
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Io no, voglio stare bene.
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Ma no.
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E se non coincide?
Si potrebbero avere delle conseguenze poco piacevoli.
E perché tutto questo??
Non mi fermo neanche un minuto.
Si,  ma devi essere insensibile, fermo non farti prendere da nessuna circostanza, boh per me sono perdite di tempo
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Bisogna dialogare.
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Aaah, il dialogo, un'altra cosa da abbattere tra i cristiani è l'arroganza, loro hanno la verità assoluta, mamma mia io prima ero così, pensa te e non ringrazio Dio per essere uscita?
Ho ancora molto da imparare, ma non di certo dai cristiani eheheh non torno indietro.
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Per me è un campanello dall'arme quando qualcuno dice di essere il detentore della verità assoluta.
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Beh si, ma questo l'ho scoperto dopo, quando sei dentro è difficile accorgerti che le cose non vanno, solo stando al di fuori ti rendi conto di certe cose.
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Dobbiamo ritornare allo stesso clima della chiesa primitiva.
 

mercoledì 8 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
DIALOGO CON UN LETTORE:

Grazie di chiedere di far parte del gruppo “Italia - Chiesa Cristiana”.
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Buona serata, da dove scrivi?
Hai organizzato i gruppi?
Fai un commento al mio blog. Se vuoi, anche nella tua lingua madre ed in italiano.
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To ho scritto qualcosa su skype.
Ciao fratello, sono a un campeggio insieme a dei missionari Argentini che servono nel mondo, c’è tanta fame in Africa !!!, tante malattie..., senza dottori, senza medicine.
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Dobbiamo fare qualcosa.
Per cambiare dobbiamo creare sviluppo in quella zona.
Dobbiamo pensare al lavoro per trasformare le loro materie prima.
Mettere a buon uso le loro risorse locali.
Altrimenti le cose non cambiano.
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E si, hai ragione te, pero vedrai,, in Guinea Equatoriale, per esempio, il petrolio a fatto ricca la nazione, però la gente è ancora povera, si portano tutto via.
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Possiamo pensare a qualcosa migliore se si cambia il modo di concepire il bene comune.
Si deve pensare a d una economia diversa da quella egoistica dove i ricchi divengono sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri.
Questo vale per tutto il mondo.
Incominciamo dalle nostre comunità.
Puoi fare qualcosa per i tuoi connazionali che vivono in Italia.
Io sono a disposizione per il bene di tutti, non per i furbi.
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Si, se tu conosci dei veri bisognosi, posso metterli in contatto con i miei pastori connazionali.
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Dipende cosa intendi per bisognosi.
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Quelli che non trovano lavoro, perché non c’è lavoro, non quelli che non vogliono lavorare.
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Ci sono due tipi di bisogni, quello che non ha nulla da mangiare nell’immediato e l'altro che non può  comprare il mangiare perché non lavora in quanto non lo trova.
Per il secondo caso, basta dire ai pastori di fare un incontro per capire chi ha bisogno di lavoro e prodigarsi in loro favore.
La condivisione ha alla base il bene comune che scaturisce dall'amore per il prossimo.
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Ok, d'accordo.
Però non dobbiamo dimenticare che, anche i pastori latino-americani possono essere anche nel bisogno.
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Certo, l'argomento vale per tutti.
Io non faccio distinzione alcuna.
I bisogni dei pastori devo essere i bisogni di tutta la comunità.
In fisica si chiama “il principio dei vasi comunicanti”.
L'acqua si porta sempre allo stesso livello in tutti gli elementi comunicanti.
E' scritto: "e fra di loro non vi era alcun bisognoso".

Quindi vale per tutti.