Barra di navigazione

Visualizzazione post con etichetta Agricoltura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Agricoltura. Mostra tutti i post

lunedì 24 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
L’ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE SECONDO I PRINCIPI EVANGELICI.
SI RIPORTA QUELLO CHE SI LEGGE NEL SITO SEGUENTE:

La denuncia è del direttore generale Jacques Diouf, nell'audizione in Commissione Straordinaria per la tutela dei diritti umani al Senato
Fao: "Nel mondo 852 milioni   di persone muoiono di fame"
L'organizzazione dispone solo di 750 milioni di dollari   per due anni: "Impossibile raggiungere così gli obiettivi previsti"

ROMA   -
L'emergenza fame nel mondo si aggrava ogni giorno di più, e la Fao ha un budget assolutamente insufficiente per affrontarla o anche solo per dare un significativo contributo.
Lo ha detto il direttore generale della Fao, Jacques Diouf, nell'audizione in Commissione Straordinaria per la tutela dei diritti umani di Palazzo Madama.
Oggi nel mondo 852 milioni di persone soffrono per fame o malnutrizione, ha ricordato Diouf.
Un'emergenza che può essere affrontata solo con adeguate volontà politiche, ma rispetto agli obiettivi del millennio si è registrato un netto arretramento e se non ci sarà un significativo incremento della politica di aiuti i traguardi previsti per il 2025 saranno conseguiti solo nel 2150.  
Il budget della Fao - ha rilevato Diouf - resta ancora largamente insufficiente rispetto alla dimensione delle esigenze: solo 750 milioni di dollari per due anni.

Diouf ha chiarito che l'organizzazione non si limita ad effettuare interventi per fronteggiare le emergenze della fame nel mondo, ma si occupa anche di agricoltura, pesca, allevamento, uso delle foreste, irrigazione. 
Certamente prioritari sono gli interventi d'urgenza effettuati in vari Paesi asiatici ed africani, ma occorrono azioni sistematiche per affrontare situazioni critiche come evidenzia la situazione del Sud del Sahara in cui solo il 4% delle terre è irrigato contro il 14% in Asia.

lunedì 10 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA  RICCHEZZA  LUSSO
ECONOMIA  TEOLOGIA  RELIGIONE  FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
POVERTA' E CATTIVA AMMINISTRAZIONE DA PARTE DEI GOVERNANTI.
Un sistema socio-economico basato su relazioni efficaci possono garantire un florido sviluppo.
Le relazioni efficaci si hanno quando si mette da parte l'egoismo e si pensa alla fratellanza in un contesto cristiano.
Quando si parla di artigianato locale e di agricoltura, si pensa alle minacce della massiccia importazione di merci industriali a basso costo prodotte con la logica del massimo profitto a discapito della qualità.
L'economia stabile scaturisce dallo "spirito di condivisione" e porta "alla pace, alla soddisfazione ed alla fratellanza".
Quando si parla di economia è ovvio che si deve anche parlare di produzione, distribuzione e consumo, ma non si può tralasciare di valutare l'aspetto della società nel suo insieme.
E' il benessere di tutti il fondamento del pensiero economico nel progetto della condivisione nella fratellanza.
Nella parabola del vignaiolo (Matt. 20:1-14) si dimostra l'eguaglianza di tutti i lavoratori.

sabato 8 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA RICCHEZZA LUSSO
ECONOMIA TEOLOGIA RELIGIONE FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
L’ECONOMIA CONDIVISA SUL TERRITORIO
Valorizzare e rivalutare risorse e materie prime locali
Un lettore scrive:


jubilo cantico
Da troppi anni ormai l'AGRICOLTURA e la autosufficienza ALIMENTARE non sono più considerate di importanza primaria per l'economia italiana.
Ci sono organizzazioni come la COLDIRETTI che hanno per tradizione e cultura la dignità del RESISTERE, ma fino a quando ?
IL prof. Stefano Zamagni, economista dell'Università di Bologna, spesso tiene conferenze pubbliche in cui fa giustamente la distinzione concettuale
tra BENE COMUNE e BENE COLLETTIVO E BENE PUBBLICO.
Hanno significati differenti.
Quando parliamo di ECONOMIA CONDIVISA si è più correlati al termine di BENE COLLETTIVO.
IL BENE COMUNE invece, include prettamente beni NON RIVALI,
quelli cioè che non si esauriscono fruendone individualmente o collettivamente.
Non c'è dunque concorrenza perchè possono finire.
Se Uno ne usa più di un altro, non si toglie nulla al prossimo utilizzatore.
Essi sono i Beni Immateriali per definizione : esempi sono la cultura, la democrazia.
Tornando alle questioni di economia del lavoro : certamente l'obiettivo
per ogni società ed ogni governo E' SEMPRE LA PIENA OCCUPAZIONE e di questo nessuno osa parlarne.
Così come di redistribuzione delle ricchezze e/o dei redditi.
ALTRO DOVERE CHE SPETTA AI GOVERNANTI di uno Stato.
Per necessità dovremo diventare TUTTI PIU' VIRTUOSI, ATTIVANDOCI

PERSONALMENTE IN MODO SUSSIDIARIO ALLO STATO CHE NON E' PIU' STATO E NON SVOLGE PIU' I SUOI COMPITI FONDAMENTALI.

lunedì 3 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE.

 L’economia deve essere considerata nella sua totalità e complessità del vivere umano; non può essere riconducibile ai soli valori monetari.
La ricchezza è, innanzitutto, nella fertilità dei suoli e l’agricoltura resta la base di ogni organizzazione sociale che voglia garantire i bisogni umani fondamentali.
L’uomo per vivere deve mangiare per nutrirsi ed il cibo, in prevalenza, viene dalla fertilità della terra che può essere coltivata in vari modi.
La stessa coltivazione può avvenire con organizzazioni mediante una pianificazione organica e quindi far sorgere delle unità produttive dove possono trovare occupazione persone nei vari settori con uno spirito di fraternità collettiva.
Concepire i diversi modelli di sviluppo, quindi valutare come sia inefficiente ed autodistruttivo un modello economico parassitario e predatorio, come è quello attuale che genera crisi economiche e proietta il futuro senza alcun segno di speranza per la nuova generazione.
I modelli di sviluppo sono strettamente connessi con la guerra generata dalla sperequazione economica imperante nella società moderna.
Perciò è illusorio voler arrestare le guerre limitandosi a denunciare i crimini e senza agire per mutare i modelli di sviluppo che la generano.

L’economia condivisa genera un modello di sviluppo basato sull’amore che a sua volta partorisce la fraternità tra le persone, quindi fra i popoli.

sabato 15 giugno 2013

PROGETTO DELL'ECONOMIA DI CONDIVISIONE

POVERTA' E CATTIVA AMMINISTRAZIONE DA PARTE DEI GOVERNANTI.

Un sistema socio-economico basato su relazioni efficaci può garantire un florido sviluppo.
Le relazioni efficaci si hanno quando si mette da parte l'egoismo e si pensa alla fratellanza in un contesto cristiano.
Quando si parla di artigianato locale e di agricoltura, si pensa alle minacce della massiccia importazione di merci industriali a basso costo prodotte con la logica del massimo profitto a discapito della qualità.
L'economia stabile scaturisce dallo "spirito di condivisione" e porta "alla pace, alla soddisfazione ed alla fratellanza".
Quando si parla di economia è ovvio che si deve anche parlare di produzione, distribuzione e consumo, ma non si può tralasciare di valutare l'aspetto della società nel suo insieme.
E' il benessere di tutti il fondamento del pensiero economico nel progetto della condivisione nella fratellanza.
Nella parabola del vignaiolo (Matt. 20:1-14) si dimostra l'eguaglianza di tutti i lavoratori.







mercoledì 22 maggio 2013

NON SOLO PAROLE MA FATTI CONCRETI PER IL BENE COMUNE

Una lettrice scrive: speriamo che le vostre non siano solo parole, il timore è legittimo.


In questo caso i contadini sono maestri con il loro modo di pensare.
Prima pensano a procurarsi il campo, poi provvedono ad arare la terra, quindi a seminare e concimare.
La stagione termina con il raccolto, loro partecipano direttamente al processo produttivo.
Non aspettano che gli altri facciano qualcosa per la buona raccolta, si preoccupano in prima persona.
PER UNA ECONOMIA CONDIVISA E' FONDAMENTALE L'INTERVENTO DIRETTO; LA PARTECIPAZIONE E LA CONDIVISIONE E' A 360° .

domenica 19 maggio 2013

L'UOMO DEVE LAVORARE E CURARE LA NATURA CHE E' UN BENE COMUNE

DIRITTO E DOVERE AL LAVORO - EQUA RETRIBUZIONE


GENESI 2:15, L'Eterno Iddio prese dunque l'uomo e lo pose nel giardino d'Eden perché lo lavorasse e lo custodisse.

Fin dalla creazione l'uomo doveva lavorare e custodire la natura; il lavoro quale mezzo di sostentamento per la propria vita.
Il lavoro deve essere la costante per l'uomo, chi non lavora non deve neanche mangiare.
Deve essere anche curare e custodire il giardino per goderne dei frutti il per il benessere collettivo.
Anche la nostra Costituzione pone il lavoro alla base della vita dell'individuo.
Alcuni pseudo teologi, invece, teorizzano tutto per battere cassa e non si preoccupano del lavoro per se e per gli altri.

IL PROGETTO DELL'ECONOMIA CRISTIANA - CONDIVISA SI BASA SUL LAVORO E SI FA CARICO PERCHE' TUTTI POSSANO LAVORARE ED AVERE UNA EQUA RICOMPENSA.



venerdì 17 maggio 2013

L'ECONOMIA CONDIVISA - ATTUAZIONE

CONVEGNO NAZIONALE DELL'ECONOMIA CONDIVISA




Uno dei nodi da sciogliere è come attuare la condivisione nell'economia.
Possiamo immaginare dei soggetti produttivi che alla base l'amore per il prossimo.
Il rispetto reciproco e la compartecipazione nella produzione di un bene il cui risultato si riverbera nella propria vita economica.
L'interazione dei vari soggetti basata sulla fratellanza vera e non finta.
Una filiera corta tra produttore e consumatore a livello nazionale.
Il 2° convegno nazionale servirà a focalizzare l'attuazione dei concetti base.


mercoledì 15 maggio 2013

PARLIAMO DI ECONOMIA CONDIVISA.


 

MODO DIVERSO DI CONCEPIRE L’ECONOMIA
PARLIAMO DI ECONOMIA CONDIVISA.

Cosa è e quali sono i principi ispiratori.
L’economia condivisa è una economia partecipativa a tutti i
livelli della filiera del settore.

I principi ispiratori li troviamo, per il mondo cristiano
autentico, nel Nuovo Testamento.
L’uomo egoista non può che praticare una economia basata
sull’egoismo e questo è in contrasto con gli insegnamenti cristiani.

Dalla cultura basata sull’egoismo estremo scaturiscono
fattori che portano alla conflittualità tra gli uomini; le guerre, le battaglie, gli scontri nelle piazze, ecc… sono frutto del modo di concepire l’economia praticata  tutti i giorni.

Al contrario, nell’economia condivisa si sostituisce l’egoismo
con la cordialità e la fratellanza, ecco che siamo nel mondo cristiano autentico.
Quando parliamo di condivisione viene in mente il bene
comune nella sua generalità.
Esempi di beni comuni sono l’aria, l’acqua, ecc…

Può divenire bene comune anche il lavoro e la relativa
produzione della filiera se si pratica la condivisione.
Un passaggio molto importante che leggiamo nel N.T. è: “fra
di loro non vi era alcun bisognoso”.

Questa affermazione ci porta a considerare che praticavano
una totale e perfetta condivisione, tutti erano sullo stesso piano; oggi il povero diviene sempre più povero ed il ricco sempre più ricco e la conflittualità aumenta.

In presenza di una conflittualità non si può parlare di
fratellanza che è la base di partenza del cristianesimo.
Quando parliamo di economia condivisa pensiamo al lavoro ed il frutto dello stesso come bene comune per gli operatori di quel settore o azienda.
Come attuare i principi di cui sopra?

Abbiamo in programma il 2° convegno nazionale ove ognuno può contribuire con le proprie idee, elaborare documenti per un confronto cordiale e fraterno.

                
                                        Sebastiano Giambrone.