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mercoledì 29 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
ECONOMIA MODERNA - ATTUALE. (GUERRE=EGOISMO)
UN LETTORE SCRIVE:
 Carissimo Condivisione Prossimo, ho pregato tanto Gesù di farmi trovare un vero Fratello che aiutasse le persone in difficoltà, sia  i bravi giovani e sia gli anziani che vanno in cerca disperatamente di un lavoro che consenta loro di vivere una vita dignitosa  e Lui mi ha esaudito.
Sono felicissimo di collaborare con Te e con tutti quelli come Te il cui scopo e fine è quello realizzare il Regno di Dio su questo meraviglioso  pianeta che è la Terra e in un futuro anche sull’intero Universo (splendida  creazione di Dio nostro Padre/Madre).
Per Regno di Dio io intendo la trasformazione di questa “ ingiusta società” (società  dove la gente per la disperazione  di non trovare o di avere perso il posto di lavoro  che consentirebbe o consentiva  loro una vita dignitosa si suicida) in quella “ giusta Società” dove l’uomo possa vivere felice  insieme agli altri lavorando tutti assieme per il benessere di tutti, rispettandosi  e amandosi l’un l’altro come Gesù nostro Padre ci ha amato e ci ha lasciato come Suo unico (nel senso che assorbe e contiene tutti gli altri) Comandamento in quanto ” l’amore” è fonte di Vita.
Fraternamente.

Romualdo Magno

sabato 25 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
Di Barbara benedettelli.

 Il suicidio non è mai una soluzione.
E' uno sfregio alla vita.
Una pugnalata a chi ci ama.
Uno schiaffo a chi la vita la perde senza volerlo perché una malattia o un altro uomo gliela porta via.
Non è un atto di protesta estremo, perché di quella protesta dopo un attimo coloro verso cui la si fa se ne sono dimenticati.
Togliersi la vita è darla vinta a chi ci sfrutta o ci usa o ci umilia o ci rende impossibile realizzare la nostra personalità.
La vita non vale meno di una cartella di Equitalia, di un fido in banca che non arriva, di un debito anche ingente.
Bisogna chiedere aiuto e confessare la propria disperazione mettendo da parte l'orgoglio.
Credo però che lo Stato sia corresponsabile se non cambia politiche economiche e anche se non prevede un sostegno per quei lavoratori e quegli imprenditori che nella solitudine assoluta maturano pensieri suicidi.
Entrano in una depressione profonda.
Sono responsabili politiche che favoriscono le banche, le lobby, la grande finanza e stritolano le persone rendendo loro impossibile avere una vita dignitosa.
Ecco perché è importante, in questo momento storico, rendere omaggio a coloro che dall'inizio della crisi a oggi si sono tolti la vita.

E' una forma di protesta per richiedere insieme attenzione verso l'umanità delle persone.