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mercoledì 12 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE.
Le/I lettrici/lettori scrivono:

Rientro nella norma, ne troppo bene, ne troppo male.
Dovrei rientrare nella media, il che mi conforta molto.
Tu piuttosto, spera stia bene, ho notato che ti piacciono molto le montagne ed i contrasti sociali, come la ricchezza e la povertà, ma quello che più mi ha colpito nelle tue foto è stato il Vangelo aperto sul capitolo di Matteo. 
Non sono un bigotto, ma fa piacere trovare qualcuno ancora in giro con dei sani principi morali...almeno lo spero.. per te.
Saluti e grazie dell'interessamento.
Spero non manchino altre occasioni per poter dialogare un pò.
Uno come te che bussa alla porta è sempre ben accetto nella mia "casa". 
Grazie ancora.


giovedì 6 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RINNOVAMENTO DELLA MENTE – SENTIMENTO – ANIMA.


Matteo 5:1-16; Romani 12:2.
Qualcuno ha osservato che spesso vengono fatti richiami biblici, ma dimentica che il progetto dell’economia della condivisione è basato sulle Sacre Scritture.
Tutti i grandi pensatori di tutti i tempi hanno fatto riferimento al testo per eccellenza che è la Bibbia.
Nei brani citati si parla delle beatitudini e del rinnovamento della mente cose necessarie per poter capire un’economia che non sia basata sulla legge della domanda e dell’offerta.
Questa legge non ammette che nell’uomo ci sia il sentimento e l’anima, l’economia di mercato non può coesistere col sentimento e l’amore; dipende dall’individuo se vuole far prevalere l’accumulo dell’avere a discapito del prossimo debole ed indifeso.
Questo tipo economia proietta il meno furbo alla miseria, la furbizia praticata nell’economia può essere anche una rapina a danno degli altri, e quindi l’etica e la morale vanno a farsi benedire, se questo succede anche il cristianesimo è di forma e non di fatto.

IL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA E’ RIVOLTO A CRISTIANI, VERI E NON DI NOME, LA CUI ETICA RISPECCHIA GLI INSEGNAMENTI DI GESU’.

martedì 21 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA
PRINCIPI ISPIRATORI DEL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA
L'etica cristiana come riferimento

Il progetto dell’economia condivisa si basa sui principi biblici e quindi dobbiamo parlare di etica cristiana nell’economia.
Nel Vangelo di Matteo (cap. 20 versi 1-16) ci viene riportata la parabola dei lavoratori delle diverse ore ove Gesù parla di retribuzione del lavoro.
Al verso 8 si legge: “Poi, fattosi sera, il padron della vigna disse al suo fattore: Chiama i lavoratori e paga loro la mercede, cominciando dagli ultimi fino ai primi”.
La cosa che merita una riflessione è che tutti hanno avuto la medesima paga.
I pseudo teologi, volutamente non vogliono cogliere il senso pratico del suo contenuto, cercano, in tutti i modi, di non dare risalto alla parte pratica.
Il principio cristiano del lavoro e della relativa paga è chiaro e non ha bisogno di altro commento.

sabato 11 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.


MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
UNA LETTRICE SCRIVE:

Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me"

Quando il Signore dice che tutto il mondo giace sotto il maligno, dice una verità innegabile. Il vizio, la droga, la delinquenza, l'imbroglio, la frode, la prostituzione, l'alcolismo ecc. sono certo frutto di vite non convertite. Ma è solo questo? E' la fame? La povertà? L'indigenza? La disoccupazione? Permettetemi anche questo deriva dal male, poiché Dio è BENE! In Genesi leggiamo:" Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono."
Quindi non vi era niente di scarso, misero, povero. Con il peccato tutto è stato stravolto, ed ecco l'uomo si trova catapultato in una situazione di disubbidienza e di separazione da Dio, con tutto quello che ne consegue.
Il sacrificio di Gesù, porta una speranza ed una "riconciliazione" con il Creatore, ma ancora non basta, ora egli ha bisogno di coloro che lo servono e lo seguono per portare avanti un progetto di amore e di solidarietà verso i più deboli. Per parlare di Gesù, saremmo tentati di scrivere un lungo elenco di situazioni tutte positive. Così ci dice una certa tendenza propagata anche dalle canzoni, che persuade a "pensare positivo". Ma è proprio così? Non ama forse il Signore abitare anche le situazioni più oscure della nostra vita quotidiana? Lui, che come dice un inno, è "Un raggio di sole tra fitte tenebre"?
Il Signore si identifica con tutti i piccoli: e i piccoli sono quelli che sanno a malapena parlare e, più profondamente, vivere. Si identifica, ce lo dice nell' Evangelo, con quelli che hanno sete e fame, con quelli che hanno freddo e che son nudi, con quelli che soffrono e con quelli che sono ammalati, nelle case di accoglienza, negli ospedali, nelle situazioni di angoscia, di malattia, con quelli che sono disperati perché, in questo periodo di crisi, non trovano uno straccio di lavoro. Gesù ama identificarsi anche con coloro che stanno scontando la loro pena in una cella; il primo pensiero...se si trovano là dentro, certamente è perché hanno commesso qualche crimine. Ma Gesù viene anche per loro: "Non sono venuto per i giusti, ma per i peccatori". Anche loro fanno parte dei piccoli, ai quali il Signore rivolge il suo sguardo! Zaccheo, la Maddalena, Matteo ce lo ricordano.

Come partecipiamo a questa meraviglioso progetto di Gesù? Seguendolo e imitando ciò che Lui ha fatto e fa. Possiamo fare la carità anche noi, pensando di essere noi i benefattori. Dovremmo invece ricordarci sempre che non siamo noi a visitare Dio nel povero, ma è il Signore che ci visita, venendo incontro a noi nella persona del povero. E, mentre noi diamo qualcosa di quello che abbiamo, il povero ci dona la presenza stessa del Signore. Il regno dei cieli deve già essere preparato su questa terra, perché quello che semineremo, quello pure raccoglieremo...credo che io e te ci siamo già capiti...DTBG Luisa Lauretta