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mercoledì 15 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
DIALOGO CON UN LETTORE:

AL TEMPO D'ABRAMO LUI ERA RICCO è C'ERANO I POVERI; AL TEMPO DI SOLOMONE, IN ISRAELE , L'ARGENTO STAVA IN MEZZO LE STRADE E ALTRE NAZIONI ERANO POVERE OGNUNO DEVE DARE CONTO DI CIO' CHE HA SENZA GUARDARE GLI ALTRI
Al tempo di Gesù non era così.
I primi capitoli degli Atti sono molto esaustivi sull'argomento.
E' scritto: " e fra di loro non vi era alcun bisognoso".
Tutti erano sullo stesso piano.
I teologi di turno sono bravi.
Il signore oggi guida l'opera, sua mettiamo in pratica i versetti 1 cor.9 :13 e 14
Il contenuto di questi versi coincide con quanto riportato nei primi capitoli degli Atti.
Devono vivere alla stessa maniera degli altri.
I teologi possono dire tutto quello che vogliono ogni chiesa locale si gestisce secondo la propria fede e il rapporto che hanno CON IL SIGNORE
Loro erano mandati nelle case, se li ricevano rimanevano in quella casa e non andavano in albergo.
Dormivano e mangiavano con loro, avevano gli stessi servizi, condividevano tutto...evangelizzavano con la bocca e con l'azione.
Facevano predica e pratica.
LA COSA IMPORTANTE CHE SI PREDICA L'EVANGELO E CHE TANTE ANIME VENGONO SALVATI PERCHE' QUESTO TEMPO E' UN PASSAGGIO ALLA PRESENZA DEL SIGNORE CI SARA' LA PERFEZIONE.
Non vi doveva essere ALCUNA differenza fra i predicatori e gli ascoltanti.
Spesso si fa confusione fra la vocazione e il mestiere.
Gesù a detto a Pietro: "lascia tutto ed io ti assicuro uno stipendio", possiamo trattare sullo stipendio.
Dipende quando mi dai, io faccio il missionario.
Oggi ci sono molte scuole per divenire missionari.
Ci sono le Università per sfornare i missionari.
L'anticristo cercherà di fare delle riforme per una farsa uguaglianza ....una globalizzazione politica economica e religiosa dopo il rapimento della chiesa ...sta alla chiesa a discernere se  è una vocazione o un mestiere ogni chiesa e responsabile.
Motivo per cui non entro in merito alla autonomia delle varie comunità.
Io non esalto una etichetta rispetto ad altra.
Le etichette non sono il mio forte.
I MISSIONARI devono essere riconosciuti e mandati, gli altri no    okkk
Ogni etichetta adotta i propri criteri.
Gli apostoli, il riconoscimento lo avevano dalle famiglie ospitanti.
Sono le persone del luogo che devono riconoscere l'ospite.
Deve essere riconosciuto dai destinatari del messaggio.
Anche dalle chiese.
Chiesa fisica o spirituale?
La chiesa come istituzione?
Spirituale non quella cattolica romana.
Non confondiamo le acque.
Le istituzioni sono istituzioni.
Non è solo la cattolica romana ad avere organismi istituzionali.
Ogni organizzazione giuridica è una istituzione.

La chiesa romana non è quella di Gesù e le istituzioni sono umani,  non hanno niente del messaggio evangelico e biblico.
Hai detto bene, allora togliamo via le istituzioni giuridiche dalle comunità.
Il nostro progetto della condivisione non è rivolto alle istituzioni.
Non importa il colore delle istituzioni.
Sono istituzioni e basta.
Noi non abbiamo l'istituzione giuridica, non prendiamo niente dallo stato ,il nostro scopo è predicare la parola di Dio.
I discepoli non avevano da rispettare alcun regolamento giuridico.
Io faccio un discorso generico e non personale.
Io faccio parte dell'assemblea evangelica dei fratelli.
Il collante degli Apostoli era l'amore per Dio e per il prossimo e non un documento notarile.
Tu di quale assemblea  sei?
Non parlo mai dell'appartenenza.
Tu hai voluto evidenziare l'appartenenza, io no.
Il nostro progetto è rivolto a tutti, senza alcuna distinzione di appartenenza.
E' una mia scelta.
Paolo disse" io mi son proposto di predicare Cristo e Lui crocifisso" non ha mai parlato di appartenenza.
Il mondo evangelico è diviso, ma nello stesso modo e unito dallo spirito santo che unisce tutta la chiesa, al tempo di Paolo stava la chiesa in Gerusalemme e le varie chiese in tutto il mondo allora conosciuto.
Condivido la tua analisi, deve essere lo spirito di Dio a collegarci e non un documento notarile.
Ognuno si identificava con la sua appartenenza,  tutte le lettere di Paolo sono indirizzate alle varie chiese.
Chiese o denominazioni?
Chiese o denominazioni purché hanno ricevuto lo spirito santo.
Le chiese sono una cosa, le denominazioni sono altra cosa.
Le chiese sono formate dalle persone che amano e temono Dio.
Le denominazioni sono fattura dell'uomo ed hanno bisogno del Notaio.
I discepoli sull'alto solaio stavano insieme non in forza di un atto notarile.
In tutte le dominazioni evangeliche, che hanno ricevuto lo spirito santo, c'è la chiesa, ma ci sono anche quelli che non lo hanno ricevuto che sembrano come dice la parabola del grano e la zizzania
Non entro dentro le questioni delle varie comunità.
Non sono interessato.
Io dialogo con tutti.
Come le 10 vergini, 5 avevano l'olio e 5 no, anche se tutte avevano la lampada cioè la parola di dio
Proprio così.
L’uomo guarda l'APPARENZA, DIO guarda al cuore; è scritto dopo DIO CONOSCE I SUOI

Concordo.

giovedì 2 gennaio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
DIALOGO CON UN LETTORE:

Paolo Bacchella.
Perfetto, allora levati l'etichetta di cattolico e comincia a parlare di economia e di princìpi.
Sebastiano Giambrone.
Non ho alcuna etichetta di cattolico
Paolo Bacchella.
l'hai detto tu che ti DICHIARI CATTOLICO, quindi stai etichettando te e il tuo operato.
Sebastiano Giambrone.
Non mi risulta che io abbia dichiarato questo.
Non conosco la religione cattolica romana.
Chi si dichiara cristiano deve rispettare i principi evangelici che sono fondati sull'amore.
Le religioni sono dei contenitori ed hanno varie forme; quello che importa è il contenuto.
Paolo Bacchella
Le religioni sono dei contenitori e come ogni contenitore servono a dividere...
Sebastiano Giambrone.
Concordo che i contenitori dividono e che ad ogni contenitore si può attaccare una etichetta.
Io non parlo mai di contenitori, ma di contenuto.
Paolo Bacchella.
Se tu mi dici questo o stai commettendo un grosso errore di comunicazione in quanto io da lettore ho percepito immediatamente un etichettamento delle idee economiche che vuoi veicolare come cristiane... oppure stai cercando di convincere più te stesso che non me, ad ogni modo come si chiama il tuo blog?

Grazie Sebastiano, ma i miei commenti saranno sempre del tenore di quelli che hai letto qui in chat: dando una scorsa al blog posso confermarti la mia impressione, mi pare più un blog di invasati religiosi rispetto a un blog in cui si parla liberamente di economia e dei princìpi che la dovrebbero animare.

lunedì 30 dicembre 2013

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.


MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
DIALOGO CON UN LETTORE:

Paolo Bacchella.
Questo principio che mi stai dicendo è in tutti i testi, compresi quelli esoterici e fra l'altro è riportato anche in maniera scorretta: si sceglie sempre fra AMORE e PAURA l'egoismo è una conseguenza della paura.
Se vuoi credere negli insegnamenti di Gesù fai pure, sappi però che molto probabilmente sono insegnamenti inventati, perché è molto probabile che anche la figura di Gesù sia un collage di vari profeti e personaggi carismatici susseguitisi nel tempo.
Ad ogni modo non obietto i principi a cui fai riferimento, ma il fatto che tu voglia metterci sopra il marchietto del "cattolico", questa è una forma di egoismo, se vuoi parlare seriamente di economia mettila a disposizione di tutti, non solo dei seguaci della tua religione.
Sebastiano Giambrone.
Io non parlo di religione.
Parlo di principi.
Quindi non vi è alcuna etichetta.
E' come dire che i principi della carta costituzionale è frutto di un partito politico.
Noi siamo tenuti a rispettare i principi della carta costituzionale e non le varie sfaccettature date dai partiti.
Oggi, se mi dichiaro cittadino italiano, devo rispettare i principi costituzionali.
Chi si dichiara cristiano deve rispettare i principi evangelici che sono fondati sull'amore.
Di religioni c'è ne sono miglia di migliaia.
La cosa importante è il rispetto dei principi.
Amare il prossimo senza chiamare in causa l'economia...
Paolo Bacchella.
Tu parti da un presupposto sbagliato: TU TI DICHIARI, cioè applichi un'etichetta a quei principi, io non mi dichiaro ne cattolico, ne cittadino italiano, perché questo sottende una serie di altri messaggi che non centrano nulla con i principi.
Amare il prossimo senza chiamare in causa la religione...
 Sebastiano Giambrone.
L'amore per il prossimo va oltre le etichette.
L'amore non può essere ostacolato dalle etichette.
Le etichette dividono, l'amore unisce.
Le etichette proiettano l'uomo alla discordia, l'amore proietta l'uomo alla concordia.

L'economia condivisa può esistere se esiste la concordia.