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sabato 22 febbraio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
MODI DIVERSI DI CONCEPIRE L’ECONOMIA DI CONDIVISIONE.
Lettrici/lettori scrivono:

jubilo
"La ricchezza è un bene se aiuta gli altri"
In ogni caso, dipendiamo da qualcuno o da qualcosa.
Possiamo vivere ciò come una debilitazione del vivere o come una possibilità, come una risorsa per fare i conti con un mondo in cui nessuno può far a meno dell’altro, in cui tutti siamo utili e preziosi per tutti, ciascuno a suo modo
Non c’è come scoprire questo che spinge a una prassi responsabile e responsabilizzante, in vista di un bene che è allora, davvero, inscindibilmente personale e comune.
È evidente che questa prassi può nascere solo da una nuova mentalità, dalla conversione ad un nuovo modo di guardarci gli uni con gli altri !
Solo quando l’uomo si concepisce non come un mondo a sé stante, ma come uno che per sua natura è legato a tutti gli altri, originariamente sentiti come «fratelli», è possibile una prassi sociale in cui il bene comune non rimane parola vuota e astratta!
Quando l’uomo si concepisce così e si educa a vivere così, l’originaria povertà creaturale non è più sentita come un handicap , bensì come una risorsa, nella quale ciò che arricchisce ciascuno, e liberamente viene donato, è un bene e un dono che ricade poi a vantaggio di tutti.
Questa è la luce positiva con cui anche il Vangelo ci invita a guardare
alla povertà.
Proprio questa luce ci aiuta dunque a comprendere perché Gesù trasforma questa condizione in una autentica «beatitudine»:

«Beati voi poveri! » (Lc 6, 20).

mercoledì 9 ottobre 2013

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA - LUSSO
Lettrice / Lettore scrivono:


Milena Nosari.
Carissimi, io sono una di quelle persone che credono ancora nella solidarietà, nel buon cuore e nella sincerità.
Anche se pochissime ci esistono persone in grado di pensare agli altri prima che a se stesse.
L'economia condivisa e sostenibile è un progetto realizzabile. Concordo in quello che dice Giorgio Massidda "Fare la carità, se non la si sa fare, finisce per poter diventare una offesa alla persona cui si fa la carità".
Bisogna farla con intelligenza, oltre che col cuore. Solo così si trova l'equilibrio.
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Jubilo orum  - Milena Nosari, si anche io.
Se non che, ho trovato varie contraddizioni ed affermazioni capziose.
LE ho segnalate sul Blog.
Ad esempio dopo aver affermato "Fare la carità, se non la si sa fare, finisce per poter diventare una offesa alla persona cui si fa la carità".
HA TONI DI CRITICA Vs. Chi propone di farla in modo intelligente ed avveduto. ( L' omelia del Sacerdote )
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Francesco Pirrottina
Il Cristianesimo, ha abbattuto muri che solo la prescienza di Dio  poteva abbattere. 
Purtroppo l'uomo persiste in quella durezza di cuore, a motivo della quale,  in precedenza, la giustizia "dai Giudei" aveva scaturito la necessità di quella mosaica.
Sotto la legge della morte, i capi sacerdoti del 33 non esitarono ad accusare e uccidere chi era venuto a ricomprarli.
Oggi non è possibile per i nostri "moderni" farisei rinnegare Cristo con la lingua, ma lo fanno con le Opere, e comunque, nascondono e rinnegano il nome di Dio. 
E come scrisse Paolo, "...la fede, senza le opere, è morta".
Ma la triste realtà, è data dal fatto che, l'attuale cristianità,  fondata da Costantino "il grande" che era un politico e un pagano, è rimasta come Costantino l'aveva ideata: Pagana e Politicante.
Non vedo il vero Dio, il Dio di Abramo, di Isacco nè il suo unigenito Gesù Cristo, nel Cattolicesimo.
Ma vedo una sorta di "tentativo perpetuo di mantenere un equilibrio tra "beatitudine" e "dannazione".
E in un tale proposito,  non può risiedere giustizia alcuna.

Se la chiesa, non cederà "i mantelli" oltre le "vesti" ,per quanto possa farli adirare, non passeranno affatto la,  dove con molta più facilità, troverebbero accesso  "i cammelli".